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ELEZIONI/ 2. Lupi (Pdl): l'unica via politica è il decreto legge, ma ricorreremo al Tar

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Certamente. Oggi ci troviamo in una situazione in cui oltre 15 milioni di cittadini (che corrispondono quasi al 50% di tutti gli aventi diritto al voto per le elezioni amministrative di fine marzo) della Lombardia e del Lazio sono impediti nello scegliere correttamente e democraticamente chi votare.

 

Per porre rimedio a questa situazione non sarebbe preferibile ricorrere a una legge parlamentare ad hoc o a un decreto legge come nel 1995?

 

Non ci sono i tempi per percorrere la via della legge parlamentare. L’unica strada “politica” sarebbe quella di un decreto legge, ma non ne abbiamo ancora discusso. La base di partenza è in ogni caso un appello al senso di responsabilità di maggioranza e opposizione perché si faccia trionfare il bene comune e non l’interesse particolare. Come ha dichiarato Cacciari, senza il Pdl il risultato delle elezioni sarebbe inattendibile. Volenti o nolenti ci troviamo di fronte a una situazione decisamente clamorosa. Dobbiamo allora evitare lo scontro, ma dobbiamo anche essere responsabili.

 

Per ora dai leader dell’opposizione arrivano dichiarazioni di rispetto dell’operato della magistratura: se il Pdl riuscirà ad avere ragione con le carte sarà un bene, altrimenti peggio per voi…

 

Mi sembra che sia una posizione “pilatesca”. Credo che noi tutti politici abbiamo a cuore la partecipazione dei cittadini alle elezioni e preferiremmo vincerle o perderle a seconda delle loro scelte. Non possiamo però pensare che sia impossibile garantire una situazione in cui i cittadini siano messi in grado di poter scegliere liberamente tra diversi candidati e diverse coalizioni. Anche gli amici dell’opposizione dovrebbero responsabilmente fare questo ragionamento, andando al di là della piccola convenienza personale che dura poco tempo.

 

Il Pdl ha in mente di proclamare manifestazioni nel caso la situazione non dovesse risolversi positivamente?

 

È ancora presto per dirlo. Certamente di fronte a questa circostanza così grave non possiamo rimanere inerti, reagiremo con responsabilità, sperando che non si arrivi allo scontro, e faremo appello al senso di responsabilità di tutti. La politica responsabile dovrebbe chiedersi: è possibile giocare una partita quando l’avversario è stato completamente eliminato, vincendola così a tavolino? Se questa viene ritenuta una strada percorribile ci si dimentica che la democrazia non è una partita di calcio. Questo lo dico anche nell’interesse di Filippo Penati ed Emma Bonino.

 

(Lorenzo Torrisi)



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COMMENTI
04/03/2010 - il pasticcio (enrico colombo)

se il sindaco (con la s minuscola) di Magenta e chi altri non sanno fare il loro mestiere devono tornarsene a casa. se fossero stati miei dipendenti e mi avessero causato l'esclusione da un concorso li avrei presi a calci nel sedere e li avrei licenziati chiedendo a loro i danni. questo voler essere superiori alle regole infischiandosene, non è certo un buon esempio ed io a questi signori non darò mai il mio voto.

 
04/03/2010 - sarebbe una prova di democrazia (Antonio Ferri)

Condivido totalmente il contenuto dell'editoriale di oggi firmato da Piero Sansonetti, aggiugerei però l'auspicio che al momento del voto gli elettori tengano buon conto di sciatteria, pressapochismo e mancanza di cultura del rispetto delle regole dei candidati, anche questa sarebbe democrazia. Grazie

 
04/03/2010 - L'unica via è rispettarle le regole (Franco Labella)

Lupi dice: "Se i giudici devono sempre tutelare il bene comune e l’interesse dei cittadini mi chiedo:" ma se i giudici non devono valutare il rispetto delle regole e adeguarsi, invece, al "senso comune" italiano , cosa li scomodiamo a fare ?(la frase dopo le virgolette è mia) .Tutti i commenti che si leggono in questi giorni (Sansonetti col suo editoriale compreso) hanno al loro interno una aporia: d'accordo, le regole saranno state violate ma non si può escludere Formigoni se pure avesse sbagliato. Ne va della democrazia. Quella che piace alla Polverini che dice: "Serve una prova di forza". Cosa è, il richiamo al 28 ottobre? Domandina semplice: ma se le regole violate alla fine non devono contare, cosa le stabiliamo a fare? Seconda domandina semplice: ma questi qui che hanno sbagliato hanno letto le regole? Non erano nè nuove nè difficili da rispettare. Perchè c'è un sistema assai semplice per coniugare le esigenze della democrazia con l'esistenza ed il mantenimento della stessa: rispettare le regole date. Ma il motto del nostro Paese, ex patria di giuristi è: "Fatta la legge, trovato l'inganno". E perciò, per risparmiar tempo, faremo in modo, dall'anno prossimo, di non farglielo proprio studiare più il Diritto agli studenti delle scuole superiori italiane. E' il paradosso della "educazione alla legalità senza le leggi". Quella che, evidentemente, piace a Lupi, Formigoni e Polverini... passando per Bruschi. Franco Labella

 
04/03/2010 - Ma per favore... (Lorenzo Maria Alvaro)

1 - «Abbiamo chiesto l’accesso agli atti e studieremo la sentenza per capire la ragione per cui altre firme sono state ritenute non valide». Ma la legge elettorale l'ha fatta il Pdl, il trucco per candidare Formigoni due volte in più del lecito. Le regole le fanno loro e poi non le conoscono? Hanno bisogno della sentenza per sapere dove sbagliano? Ma dai. 2 - «Se i giudici devono sempre tutelare il bene comune e l’interesse dei cittadini mi chiedo: i circa 10 milioni di cittadini lombardi senza la presentazione della lista di Formigoni e quelle del centrodestra sono in grado di esercitare il loro diritto di voto o gli viene impedito di scegliere?» Di bene comune si parla sempre e solo quando sono i politici con la melma alla gola. A questo punto potremmo anche decidere che Formigoni non deve neanche presentare la lista. Candidato morale perchè ha seguito. In ogni caso non si impedisce a nessuno di scegliere anche se mancasse Formigoni. Ci sono Penati e Pezzotta oltre all'astenzione e alla scheda bianca. 3 - Leggo che vogliono scendere in piazza. Ma contro chi? Ma ci chiedano scusa e la smettano

 
04/03/2010 - liste pdl elezioni (Marino Gerardo)

E' veramente assurdo/impensabile una situazione elettorale in cui non c'è l'avversario politico. Questa situazione indebolisce sopratutto chi oggi pur di vincere a tavolino si appella al rispetto delle regole. Sicuramente c'è stata una superficialità non giustificabile ma dall' altro lato è assurdo l' atteggiamento di certa classe politica (Bersani in testa) che gode sulle disgrazie altrui pur di vincere in Lombardia e in Lazio. Sono convinto che se fosse successo a loro una situazione del genere, Berlusconi sicuramente avrebbe fatto di tutto per far partecipare l' altra parte politica all' elezioni e anzi avrebbe lucrato molto da una situazione di questo genere passando anche per un vero DEMOCRATICO che non teme l' avversario. Quindi sicuramente Di Pietro ha avuto un attegiamento che personalmente mi ha sorpreso. E' da stupidi l' atteggiamento di Bersani, che sicuramente nascondendosi dietro al moralismo del rispetto delle regole, non ha approfittato in pieno per lucrare veramente in termini di voti(prendendo una posizione chiare pur di fare partecipare alle elezioni l'avversario). Ho l' impressione che Bersani, più che a Di Pietro(che almeno un 6-8% ce l'ha!)si sta aggrappando ai radicali che hanno l' 1% dei voti... Sono convinto alla fine che una soluzione si troverà e il PDL vincerà le elezioni, e che ancora una volta Berlusconi sarà decisivo e farà dimenticare agli elettori di CDX i pasticci/divisioni di questi giorni chiedendo una SCELTA DI CAMPO...Ed è così!!