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ELEZIONI/ La Corte d'Appello "rasserena" gli animi: Nessun rischio per la democrazia...

Pubblicazione:giovedì 4 marzo 2010

FormigoniRoberto_R375.jpg (Foto)

I giudici di Milano, hanno pensato bene che non bastasse spiegare nelle motivazioni della sentenza che le leggi sono leggi e che vanno rispettate, che farlo costituisce uno dei principi della democrazia e che le regole non si cambiano in corsa ma a fine partita. Se avessero fatto solo questo, si sarebbero limitati a fare il loro lavoro.

 

 

Invece, con un’acrobazia mentale degna di Einstein, si sono spinti ben oltre. Riepilogando: Formigoni viene eletto per la prima volta alla guida della regione Lombardia con il 42,2 per cento dei voti, nel 2000 stravince con il 62,2 per cento mentre nel 2005 è rieletto per la terza volta con il 53,4 per cento. Qualche milione di cittadini Lombardi lo hanno ripetutamente voluto alla presidenza della Regione.

 

 

Eliminarlo d’emblée, significherebbe zittire quei milioni di cittadini. I giudici, però, la pensano diversamente. Farlo fuori – spiegano - in realtà, è cosa indifferente. Per la vita democratica è irrilevante. Per il bene comune, per i principi di partecipazione costituzionalmente garantiti e quelli di conservazione dell’atto amministrativo, è trascurabile. A onor del vero – si legge nelle motivazioni della sentenza – rimuovere Formigoni, con annesso tutto il centrodestra, qualche problemino potrebbe comportarlo. Sì, comporterebbe, nello svolgimento delle elezioni, alcune “difficoltà materiali”. Geniale.



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