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ELEZIONI/ 2. Cacciari: raccolta firme "anti-democratica", la sinistra si ritiri

Dopo la riammissione di Renata Polverini alle regionali, la vicenda legata a Formigoni e alle liste Pdl in Lombardia e Lazio resta in cerca di una soluzione. Ecco quella che auspica MASSIMO CACCIARI

penati_bersaniR375.jpg (Foto)

Renata Polverini è stata riammessa ieri sera alla corsa per la presidenza della Regione Lazio. Ora i problemi del centrodestra restano quelli della candidatura di Roberto Formigoni in Lombardia e la possibilità per le liste Pdl di correre nelle due più importanti regioni italiane. Una soluzione politica si potrebbe trovare con la collaborazione dell’opposizione. Per ora, però, i leader del centrosinistra hanno fatto spallucce, demandando alla magistratura il compito di risolvere il problema. Una linea che condivide anche Massimo Cacciari, sindaco uscente di Venezia, che però  ha dichiarato: «Un risultato elettorale che si configurasse nell'assenza di candidati fondamentali, sarebbe un risultato politicamente inattendibile». Quale strada va allora percorsa? ilsussidiario.net gli ha chiesto di commentare gli ultimi sviluppi di questa intricata vicenda.

 

Cosa pensa dell’esclusione della lista di Roberto Formigoni e del Pdl in Lombardia e Lazio?

 

Mi auguro che la situazione venga sanata. È evidente che senza un protagonista di questo calibro le elezioni verrebbero inficiate nel loro significato e, al di là della pura forma, non sarebbero valide: è un dato oggettivo. Per quanto riguarda il centrosinistra, aggiudicarsi a tavolino due regioni in cui la maggioranza è stata eliminata, sarebbe un’ipotesi foriera di ingovernabilità e di innumerevoli problemi.

 

Quale soluzione le sembra la più ragionevole a questo punto?

 

Spero davvero che sia il Tar a trovare una scappatoia. Ormai questa questione si è spostata sul piano giuridico, sono le magistrature amministrative a dover trovare una soluzione. L’intervento della politica rischia di creare precedenti gravi e di alterare le regole, e il Presidente della Repubblica deve restare fuori da questa vicenda. Se la magistratura, grazie al buon senso, troverà una soluzione sarà meglio per tutti.

 

L’ipotesi di un rinvio delle elezioni in Lombardia e Lazio la convince?

 

Non sarei del tutto favorevole, perché si danneggerebbero gli “innocenti”, coloro cui non sono state riscontrate irregolarità. Chi pagherà le spese di un altro mese di campagna elettorale ai candidati che hanno presentato le firme in maniera corretta? La corsa alle amministrative ha dei costi altissimi sia economici che di fatica e di stress. Non mi sembrerebbe giusto. Al limite, sarebbe preferibile un rinvio delle scadenze per rimettersi in regola.

 

L’opposizione dovrebbe favorire una soluzione al problema o dovrebbe lasciare tutto nelle mani del centrodestra?

 

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SULLA VICENDA FORMIGONI-

PDL IN LOMBARDIA E LAZIO CLICCA IL PULSANTE >> QUI SOTTO


COMMENTI
07/03/2010 - egregio piglapoco (massari annalisa)

immagino pseudonimo: omen nomen. Vedremo cosa piglierete dopo questo pasticciaccio elettorale. Menomale che il TAR ha dato ragione a Formigoni, almeno non si verificherà la possibilità che, qualora il PDL perdesse "a brutto muso", si invalidassero del tutto le regionali con una non conversione bulgara del decreto legge "di interpretazione autentica", autentica aberrazione giuridica.Mi scuso se "Pigliapoco" è effettivamente un cognome, io da sposata faccio Fantozzi, nome comune in Toscana, sicchè ha poco da fare ironia.

 
06/03/2010 - POST ELEZIONI (GIUSEPPE PIGLIAPOCO)

In tutte le elezioni che io ricordi la storia delle firme non è stata mai regolare e veritiera in tutti i partiti.Cercavano tutti di rispettare la forma ma tutti , nessunop escluso,non poteva fare a meno di mettere anche delle firme false e di farle in un secondo momento anche autenticare. Limitiamoci a pensare che il fatto stesso che le firme vengono raccolte in strada e nelle piazze in uno stato di precarietà e confusione e non davanti ad un notaio .Guarda caso poi si facevano le pulci solamente alle piccole e nuove formazioni che creavano ovviamente disturbo ad un dato estabilischement politico. Ma andiamo a votare anche coì come stanno le cose. Voglio immaginare che figura faranno i sinistri spavaldi quando si troveranno a contare i loro voti perchè , ovviamente , la stragrande maggioranza degli italiani non andrà a votare sapendo quale potrebbe essere il risultato delle elezioni.Sarà tutto costituzionale con un 30 % di votanti? Che figura faranno Di Pietro e Company difronte ad un elettorato che li sbeffeggerà per sempre ? Non sarà l'occasione per vedere la loro fine politica ? Stanno bene così le cose e la Polverini si ritiri ! Che è meglio. Non tarderà un anno che si vedranno costretti a veder Commissariare il Lazio e La Lombardia e ritornare alle elezioni con ben altri risultati così come è avvenuto per Prodi e compagni pur non approfittando dei brogli elettorali.Può esistere un sistema democratico quando una regione è rappresentata solamente da una minoranza?

 
05/03/2010 - A proposito di regole da rispettare (Luciano Barbaglia)

Vedo tanti commenti a difesa della "santità" delle regole e i reprobi del pdl messi alla gogna mediatica come degli arroganti che pretendono di potersi fare un baffo delle suddette regole, in spregio di quelli che con le regole sono a posto. Ma a me vengono alcune domande: come mai si puo' fare un ricorso non contro il danno ricevuto dl proprio partito, ma contro il beneficio ricevuto da un altro, secondo la logica l'avete- fatta- a- me, fatela- anche- a un altro? E come mai la commissione elettorale accetta tale inammissibile ricorso? E come mai la stessa commissione elettorale non fa un esame dettagliato alla regolarità di tutte le liste ( come -credo-sarebbe suo commpito)e non ci rende edotti su chi ha legittimamente superato l'esame e chi no? E se tutto questo stracciarsi le vesti sulle regole infrante nascesse (in Lommbardia, almeno) da una palese violazione delle regole da parte di chi tale onda di sacro sdegno ha promosso e faziosamente favorito? Di questo sì, dovremmo tutti essere preoccupati, molto più che per qualche timbro mancante alle firme della lista di un partito

 
05/03/2010 - Intervista a Formigoni (Paolo Guarischi)

http://www.youtube.com/watch?v=a-PT_m0Bf4A&feature=channel Un'interessante intervista a Formigoni che spiega cosa veramente sia accaduto a queste fantomatiche firme che dilaniano la politica in questi giorni. Da non perdere!!!

 
05/03/2010 - cosa c'è ancora di democratico? (massari annalisa)

Premesso che la superficialità dei comportamenti che hanno motivato l'esclusione delle liste del PDL in sedi fondamentali è indicativa e non merita la fiducia dei suoi stessi elettori (e alle urne probabilmente lo si vedrà), apprezzo la signorile posizione di Cacciari, che ammiro molto. Ma questa "superiorità" mi sembra mal si addica a formazioni politiche che disprezzano le disposizioni di legge che il comune cittadino non può prendere con altrettanta leggerezza. Addirittura per la partecipazione ad un concorso, se si inviano la domanda e documentazione per posta, ora occorre che tutto il "pacchetto" arrivi entro i termini, non già che, facendo fede il bollo postale, esso risulti spedito entro i termini. Mi sembra violazione dell'art.3 cost, principio di uguaglianza: qualcuno più uguale degli altri (anche sempre più potente, o influente) c'è sempre. Questa è democrazia? Questo è stato di diritto? Ditemi cosa devo insegnare ai miei studenti: il Diritto o l'inciucio?

 
05/03/2010 - SANIAMO L'IMBECILLITA' COMMESSA (celestino ferraro)

Comunque si voglia giudicarla questa defaillance che espone al ridicolo i dirigenti del PdL Laziali e Lombardi, non è un problema di poco conto. È la vita della nostra democrazia che subisce uno sbrego, un affronto assolutamente inaccettabile ed è necessario che il diritto dei cittadini, di votare per i Partiti e gli uomini per i quali "credono", non subisca uno stop sol perché l’insipienza di alcuni ha loro impedito di poterlo fare. Il diritto dei cittadini è l’anima del provvedimento. Intervenga il potere esecutivo e legiferi d’urgenza una dilazione dei tempi elettorali in modo che le imbecillità commesse da incapaci, vengano corrette e sanate senza nuocere a nessuno. Né credo che l’opposizione possa trovare a ridire se un provvedimento siffatto sanasse il vulnus che certamente resterebbe offensivo per l’ortodossia del sistema democratico. Se confronto elettorale doveva esserci, confronto elettorale resta e ciascuno rimane candidato nel confronto che seguirà. Non sarà con lo squalificare il concorrente, l'avversario, che offriremo al popolo la nostra vittoria di candidati migliori. Reinserire le liste del PdL nell’agone elettorale non è un favore da rendere a Berlusconi, alla Polverini o a Formigoni, è un dovere da compiere per consentire al popolo sovrano di esprimersi liberamente scegliendo democraticamente. Cacciari, uomo intelligente e colto, lo ha ribadito; al contrario del Bersani che è il tardo epigono di una scuola stalinista. Celestino Ferraro