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ELEZIONI REGIONALI/ Caos liste: Sul decreto interpretativo del Cdm forse il via libera di Napolitano

CONSIGLIO DEI MINISTRI - DECRETO INTERPRETATIVO: La situazione che si è venuta a creare attorno al "caos liste" è in continua evoluzione. Il Consiglio dei ministri, convocato per le 19.30 dovrebbe portare a un decreto interpretativo per uscire dall'impasse

Napolitano2_R375.jpg (Foto)

CONSIGLIO DEI MINISTRI - DECRETO INTERPRETATIVO: La situazione che si è venuta a creare attorno al "caos liste" è in continua evoluzione. Il Consiglio dei ministri, convocato per le 19.30 dovrebbe portare a un decreto interpretativo per uscire dall'impasse. Un'ipotesi che probabilmente potrebbe incontrare il favore del Colle.
Ieri sera l'incontro interlocutorio tra Berlusconi e Napolitano aveva fatto accantonare l'ipotesi di un decreto che prorogasse i termini per la presentazione delle liste e aveva fatto rinviare un Consiglio dei Ministri straordinario. "Il Governo - ha dichiarato Sandro Bondi - sta cercando una soluzione che tenga conto dei rilievi del Presidente della Repubblica, perché è evidente a tutti, che se viene a mancare la competizione tra le maggiori forze politiche, il risultato elettorale sarebbe falsato".

I NO DI BERSANI E DI PIETRO: L'opposizione, durante la giornata era tornata all'attacco. Secondo Bersani "non c'è spazio per strane scorciatoie. Ci sono già gli organi preposti come i Tribunali, la Corte d'Appello, il Tar e il Consiglio di Stato. Ieri è stato riammesso il listino della Polverini e questo dimostra che la decisione può essere presa dalle istituzioni competenti anche in tempi brevi. Ho sentito dichiarazioni che non sono accettabili e che scaricano le colpe su altri. Un po' più di umiltà e di serietà servirebbe perché questa volta il Pdl non potrà raccontarla come vuole".
Dello stesso parere Antonio Di Pietro: "Solo in un Paese a regime fascista si può pensare che vengano cambiate regole mentre si gioca la partita elettorale. Solo in un paese in cui la dittatura ha preso il sopravvento si può pensare che ciò lo si possa fare durante le elezioni. Ritengo ci siano gli strumenti tecnici e giuridici per valutare l'ammissibilità delle liste, ma non è accettabile che solo perchè una che è stata esclusa, è del Pdl si debbano cambiare regole". 


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