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SCENARIO/ Mario Mauro (Ppe): la scossa di Napolitano

Pubblicazione:venerdì 5 marzo 2010

europarlamento1R375_28set08.jpg (Foto)

Con grande soddisfazione ho rappresentato il Partito Popolare europeo nella riunione della Conferenza dei presidenti dell'Europarlamento, ieri a Bruxelles, in cui è intervenuto il capo dello Stato. Giorgio Napolitano, è stato il primo Capo di Stato a visitare il Parlamento europeo dopo l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona.


La visita del Presidente ha un significato simbolico e politico di rilievo, soprattutto per lo slancio europeista che ha saputo dare a noi italiani con il suo discorso, nel quale ha volutamente valorizzato il contributo all’Europa del popolo italiano: «Non vedo crescere posizioni di sfida al processo di integrazione europea, o tendenti a ritrarre l'Italia da questo processo, piuttosto vi sono tendenze a dare più forza alla nostra presenza nelle istituzioni europee e dare un contributo per un'ulteriore integrazione con proposte più efficaci per rafforzare il ruolo dell'Ue nel mondo».


Il Presidente Buzek lo ha definito giustamente «una personalità molto importante per l'Europa e per questo Parlamento». La visita alle istituzioni Ue del presidente Napolitano è un segnale forte ed incisivo di quell'europeismo autentico e concreto, che trova nell'Italia, paese fondatore, la sua naturale espressione. In un momento in cui la crisi economica coincide con un'Europa che fatica a ritrovare lo slancio dei padri fondatori.


Napolitano ha anche ricordato il suo passato da eurodeputato: «Conservo una forte impronta di quella mia attività. Conosco l'importanza fondamentale del Parlamento europeo. Le cose sono radicalmente cambiate da quando il Parlamento europeo prima è stato eletto a suffragio universale e, poi, progressivamente ha visto crescere i suoi poteri fino ad ottenere il riconoscimento che è sancito nel Trattato di Lisbona».
 

 
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COMMENTI
05/03/2010 - MAURO FOR PRESIDENT (Francesco Giuseppe Pianori)

Sono molto contento che il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano sia un europeista convinto, pur essendo stato in passato, insieme al suo PCI, strenuamente ostile alla Comunità Europea in nome di quell'Internazionalismo Proletario di cui era assertore indefesso e fedele. Io, in tutta sincerità, preferirei vedere Mario Mauro stesso al suo posto in quanto da sempre europeista esplicito e cordialmente impegnato nella costruzione di questa patria comune. Fin da bambino (1954-1958)la mia maestra (cattolica) mi educò ad amare e costruire l'Europa, sull'onda di quella visione di ampio respiro propria di De Gasperi. Perché oggi i cittadini non "sentono" l'Europa? Semplice. Nessuno li educa, come invece lo fummo noi da piccoli, a vedere nella collaborazione e nel rispetto fra persone e popoli il bene di tutti. Da giovane ho amato tanto le famose sei nazioni fondatrici del Trattato di Roma quanto i popoli allora al di là della Cortina di Ferro. Fu l'educazione di mio padre e della mia maestra, l'educazione ricevuta nella Chiesa. Spero proprio che il nostro Presidente, pur in tarda età, abbia capito che è questa la strada per essere europei sinceri: un'educazione e non solo i Trattati. L'Europa la fanno i cittadini prima che le Istituzioni. Ecco perché Mario Mauro sarebbe il naturale Presidente dell'Unione Europea.