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ELEZIONI REGIONALI 2010/ Di Pietro torna all'attacco: "Un decreto golpista". La Regione Lazio ricorre alla Corte costituzionale

Pubblicazione:domenica 7 marzo 2010

Di_Pietro_AntonioR375_03feb09.jpg (Foto)

ANTONIO DI PIETRO TORNA ALLA CARICA - Non si placano le polemiche in seguito alla decisione del Capo dello Stato di firmare il decreto interpretativo che consente alla lista di Roberto Formigoni Per la Lombardia di correre per le elezioni del 28 e del 29 marzo. Non si arresta, in particolare, il furore del leader dell'Italia dei Valori Antonio di Pietro. Che dopo aver ipotizzato che per Napolitano sussistessero gli estremi per l'impeachment, invece di fare marcia indietro e venire a più miti consigli, alza la soglia della tensione: «Insisto nel sostenere che il comportamento del capo dello Stato nell'avallare questo decreto golpista è stato inutile e dannoso».

 

PER ANTONIO DI PIETRO IL DECRETO E' INUTILE - Antonio Di Pietro è furibondo per la decisione di Napolitano di firmare il decreto salva liste: «Ho letto i giornali - dice Antonio Di Pietro - e ho assistito all'ipocrisia e alla pavidità tipiche di una certa cultura di questo Paese». Secondo Di Pietro «Tutti hanno detto che questo provvedimento è assurdo, abnorme, costituzionalmente senza senso, e ha ridotto la credibilità della funzione governativa e di quella di controllo». Di Pietro, non tenendo in considerazione che oltre al decreto lo stesso Tar si è espresso in favore di Formigoni, definisce il provvedimento «oltre che dannoso, inutile, perché non c'era bisogno di un decreto per riammettere le liste Polverini e Formigoni. Si doveva avere l' umiltà e l'accortezza di aspettare l'esito del lavoro dei giudici, cioè di rispettare le regole».

  

 

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