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ELEZIONI/ 1. Zanon: il decreto è costituzionale, il problema è il "recupero" del Pdl a Roma

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Napolitano ha fatto benissimo. È una comunicazione istituzionale in più che spiega in modo discorsivo quello che si trova nelle premesse del decreto legge. Quella lettera dimostra anzi che le premesse del decreto sono frutto della volontà del capo dello Stato, che ha messo sul piatto della bilancia tutti i valori costituzionali che lo hanno indotto a questa scelta, e quindi la tutela dell’elettorato attivo e passivo, gli articoli 1 e 48 della Costituzione, quindi la sovranità popolare e il diritto di voto. Era necessario e urgente provvedere per assicurare una competizione elettorale la più completa e la più genuina possibile.

 

Cosa pensa del terzo comma, quello relativo all’ammissione di candidati e liste da parte dell’Ufficio centrale regionale di Corte d’Appello? È il caso dei ricorsi che avevano portato all’esclusione dei due listini, di Polverini e Formigoni.

 

Conferma che sono ammissibili i ricorsi contro le esclusioni da parte degli esclusi, ma non dice assolutamente che sono possibili esposti di terzi contro le ammissioni; cioè quello che è accaduto di fronte alle Corti d’Appello. I Radicali hanno fatto un esposto non per chiedere la propria riammissione, ma per verificare la legittimità anche delle ammissioni altrui, e questo non era già previsto dalla legge. Bene ha fatto il decreto a chiarire questo aspetto, anche se era già desumibile dalla normativa in vigore.

 

Il decreto renderà ancor più incandescente il clima politico?

 

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COMMENTI
16/03/2010 - Una domanda per il Professore (Luca Cantatore)

Gentile Prof. io vorrei un chiariemnto sul decreto legge in oggetto: come è stato possibile che le magistrature coinvolte sul caso (corte d'appello, tar, consiglio di stato)lo abbiano completamente ignorato? Non si trattava di un'interpretazione autentica a cui avrebbero dovuto attenersi? Grazie per l'attenzione e saluti, Luca Cantatore

 
10/03/2010 - Si può usare la decretazione d'urgenza (2) (Franco Labella)

In ultimo: è ragionevole e conforme alla Costituzione aver "interpretato" non circostanze generali che magari avrebbero portato alla riammissione di altre liste ma esclusivamente le circostanze occorse a Roma e a Milano? E la generalità delle norme dove va a finire? E poi posso, apparentemente, "divagare"? Visto quello che accade e accadrà, cosa ne pensano il prof. Zanon e la redazione di ilsussidiario.net, della decisione di eliminare lo studio del Diritto e di quella di non attivare l'insegnamento di "Cittadinanza e Costituzione", decisioni del Ministro Gelmini in relazione al riordino delle scuole superiori? E' politically correct chiederlo? O in campagna elettorale è meglio di no? Franco Labella

 
10/03/2010 - Si può usare la decretazione d'urgenza (1) (Franco Labella)

in materia elettorale? La legge lo vieta. Con tutto il rispetto per l'autorevole parere del prof. Zanon, vorrei far osservare che altri illustri costituzionalisti (il prof. Zagrebelsky ma anche lo stesso Presidente Onida) hanno posizioni e pareri diversi. Vorrei provare a far arrivare, attraversola Redazione, al prof. Zanon alcune considerazioni. La prima: la legge in materia di decretazione d'urgenza esclude la materia elettorale dal novero delle materie su cui intervenire. Uso le parole di Zagrebelsky: "Si tratta La legge 400 dell'88 regola la decretazione d'urgenza. L'articolo 15, al comma 2, fa divieto di usare il decreto "in materia elettorale". C'è stata innanzitutto la violazione di questa norma, dettata non per capriccio, ma per ragioni sostanziali: la materia elettorale è delicatissima...." Appunto la materia è delicatissima ed uno "strappo" non è auspicabile. La seconda considerazione riguarda ancora quello che a molti sembrava l'unico strumento e cioè il decreto-legge. Tale strumento è soggetto, pena la decadenza ab origine, alla conversione in legge entro 60 giorni da parte del Parlamento. E' uno strumento, però, nella "disponibilità" della sola maggioranza che potrebbe (visto che la conversione avverrà presumibilmente a risultato elettorale chiuso) decidere della conversione o meno a seconda delle sue convenienze politiche. Segue nella seconda parte del mio intervento Franco Labella

 
08/03/2010 - certi politici si cambiano le regole! (ivano sonzogni)

"C’è il rischio che passi l’idea che la politica per non soggiacere a certe regole se le cambia"? io invece spero che la gente si accorga di questo! Meglio votare altri che i soliti imbroglioni e pasticcioni di destra. E se il decreto, per qualche motivo (speriamo la crisi della maggioranza parlamentare) non fosse convertito in legge, cosa succederebbe? rifacciamo le elezioni?