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ELEZIONI/ 1. Zanon: il decreto è costituzionale, il problema è il "recupero" del Pdl a Roma

Pubblicazione:lunedì 8 marzo 2010

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Come tutti i decreti dovrà ora essere convertito in legge entro sessanta giorni dal Parlamento. Immagino che sarà convertito con i soli voti della maggioranza e che probabilmente si porterà dietro un carico di polemiche e di tensioni ulteriori.

 

Che bilancio si sente di fare, allo stato attuale, di tutta questo vicenda?

 

Di giuridico ci sono dei profili interessanti ma molto limitati, il problema più grosso rimane quello politico-istituzionale: da un lato c’è una classe politica pasticciona, dall’altro siamo in presenza di tensioni fortissime, normalmente latenti ma pronte a riemergere, che percorrono tutto il panorama non solo politico ma anche istituzionale, come si è visto venerdì nel contrasto tra presidente del Consiglio e capo dello Stato. È chiaro che viviamo in una stagione molto complicata, dalla quale non si vede per il momento una via d’uscita.

 

Cosa la preoccupa di più?

 

Secondo me c’è il rischio che passi l’idea che la politica per non soggiacere a certe regole se le cambia. Non a caso in questi giorni si contrapponeva ai politici la gente comune, che per fare un qualsiasi certificato deve fare tutto esattamente quanto prescritto, altrimenti non c’è nulla da fare.

 

Questo sembra in effetti è un argomento molto forte …

 

Sì, è molto forte, e capisco che l’opposizione lo utilizzi perché l’occasione è troppo ghiotta. Rimane però il fatto che le operazioni elettorali - e per avere conferma basta parlare con chi se ne occupa da anni - sono sempre state un ambito pieno di decisioni contrastanti e contradditorie, anche a seconda del posto in cui si fanno le verifiche. Quindi un intervento chiarificatore, per la parte relativa alle firme e alle autentiche, è un aspetto positivo e andava fatto.

 

 



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COMMENTI
16/03/2010 - Una domanda per il Professore (Luca Cantatore)

Gentile Prof. io vorrei un chiariemnto sul decreto legge in oggetto: come è stato possibile che le magistrature coinvolte sul caso (corte d'appello, tar, consiglio di stato)lo abbiano completamente ignorato? Non si trattava di un'interpretazione autentica a cui avrebbero dovuto attenersi? Grazie per l'attenzione e saluti, Luca Cantatore

 
10/03/2010 - Si può usare la decretazione d'urgenza (2) (Franco Labella)

In ultimo: è ragionevole e conforme alla Costituzione aver "interpretato" non circostanze generali che magari avrebbero portato alla riammissione di altre liste ma esclusivamente le circostanze occorse a Roma e a Milano? E la generalità delle norme dove va a finire? E poi posso, apparentemente, "divagare"? Visto quello che accade e accadrà, cosa ne pensano il prof. Zanon e la redazione di ilsussidiario.net, della decisione di eliminare lo studio del Diritto e di quella di non attivare l'insegnamento di "Cittadinanza e Costituzione", decisioni del Ministro Gelmini in relazione al riordino delle scuole superiori? E' politically correct chiederlo? O in campagna elettorale è meglio di no? Franco Labella

 
10/03/2010 - Si può usare la decretazione d'urgenza (1) (Franco Labella)

in materia elettorale? La legge lo vieta. Con tutto il rispetto per l'autorevole parere del prof. Zanon, vorrei far osservare che altri illustri costituzionalisti (il prof. Zagrebelsky ma anche lo stesso Presidente Onida) hanno posizioni e pareri diversi. Vorrei provare a far arrivare, attraversola Redazione, al prof. Zanon alcune considerazioni. La prima: la legge in materia di decretazione d'urgenza esclude la materia elettorale dal novero delle materie su cui intervenire. Uso le parole di Zagrebelsky: "Si tratta La legge 400 dell'88 regola la decretazione d'urgenza. L'articolo 15, al comma 2, fa divieto di usare il decreto "in materia elettorale". C'è stata innanzitutto la violazione di questa norma, dettata non per capriccio, ma per ragioni sostanziali: la materia elettorale è delicatissima...." Appunto la materia è delicatissima ed uno "strappo" non è auspicabile. La seconda considerazione riguarda ancora quello che a molti sembrava l'unico strumento e cioè il decreto-legge. Tale strumento è soggetto, pena la decadenza ab origine, alla conversione in legge entro 60 giorni da parte del Parlamento. E' uno strumento, però, nella "disponibilità" della sola maggioranza che potrebbe (visto che la conversione avverrà presumibilmente a risultato elettorale chiuso) decidere della conversione o meno a seconda delle sue convenienze politiche. Segue nella seconda parte del mio intervento Franco Labella

 
08/03/2010 - certi politici si cambiano le regole! (ivano sonzogni)

"C’è il rischio che passi l’idea che la politica per non soggiacere a certe regole se le cambia"? io invece spero che la gente si accorga di questo! Meglio votare altri che i soliti imbroglioni e pasticcioni di destra. E se il decreto, per qualche motivo (speriamo la crisi della maggioranza parlamentare) non fosse convertito in legge, cosa succederebbe? rifacciamo le elezioni?