BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

ELEZIONI/ 1. Zanon: il decreto è costituzionale, il problema è il "recupero" del Pdl a Roma

«Era necessario e urgente provvedere per assicurare una competizione elettorale la più completa e la più genuina possibile - dice il costituzionalista NICOLO’ ZANON -. Lascia perplessi la norma su misura per Roma»

quirinaleR375.jpg(Foto)

Come c’era da aspettarsi, sul decreto integrativo “salva liste” firmato venerdì scorso dal capo dello Stato è esplosa una rissa politica che solo l’attesa per la decisione che avrebbe assunto il capo dello stato aveva rinviato. Tutti i partiti di opposizione hanno annunciato manifestazioni. I viola protestano in piazza. Bersani ha parlato di «trucco» della maggioranza, mentre Di Pietro sferra un attacco frontale al capo dello Stato: il leder dell’Idv ha parlato di «sfregio alla legalità e alla democrazia» e di «correità» di Napolitano in un provvedimento che contravviene al dettato costituzionale. Non si è fatta attendere la risposta del Pdl. «La sinistra - ha replicato Berlusconi - che ormai si è ammanettata a Di Pietro, è il partito dell'odio e dell’invidia sociale, vuole fare dell’Italia uno Stato di polizia dominato dall’oppressione tributaria e dall’oppressione giudiziaria». Ieri pomeriggio, intanto, la giunta del Lazio ha deciso di fare ricorso alla Corte costituzionale. Sul controverso decreto ilsussidiario.net ha sentito l’opinione del costituzionalista Nicolò Zanon.

Professore, il decreto legge è incostituzionale?

L’unico aspetto problematico è la norma ritagliata sul caso concreto della lista Pdl non presentata per la provincia di Roma. Il primo comma dell’articolo 1, in collegamento col quarto comma, quello in cui si dice che coloro (i delegati incaricati della presentazione delle liste) che «abbiano fatto ingresso nei locali del Tribunale» hanno tempo dalle 8 alle 20 del giorno successivo all’entrata in vigore del decreto per presentare di nuovo la lista, ripercorre esattamente la vicenda concreta di quel che è successo il 28 febbraio scorso. E per questo può suscitare qualche perplessità.

Il presidente Napolitano ha scritto, rispondendo ai cittadini, che la sua preoccupazione è stata quella di «garantire che si andasse dovunque alle elezioni regionali con la piena partecipazione dei diversi schieramenti politici».

Clicca >> qui sotto per continuare la lettura dell’intervista


COMMENTI
16/03/2010 - Una domanda per il Professore (Luca Cantatore)

Gentile Prof. io vorrei un chiariemnto sul decreto legge in oggetto: come è stato possibile che le magistrature coinvolte sul caso (corte d'appello, tar, consiglio di stato)lo abbiano completamente ignorato? Non si trattava di un'interpretazione autentica a cui avrebbero dovuto attenersi? Grazie per l'attenzione e saluti, Luca Cantatore

 
10/03/2010 - Si può usare la decretazione d'urgenza (2) (Franco Labella)

In ultimo: è ragionevole e conforme alla Costituzione aver "interpretato" non circostanze generali che magari avrebbero portato alla riammissione di altre liste ma esclusivamente le circostanze occorse a Roma e a Milano? E la generalità delle norme dove va a finire? E poi posso, apparentemente, "divagare"? Visto quello che accade e accadrà, cosa ne pensano il prof. Zanon e la redazione di ilsussidiario.net, della decisione di eliminare lo studio del Diritto e di quella di non attivare l'insegnamento di "Cittadinanza e Costituzione", decisioni del Ministro Gelmini in relazione al riordino delle scuole superiori? E' politically correct chiederlo? O in campagna elettorale è meglio di no? Franco Labella

 
10/03/2010 - Si può usare la decretazione d'urgenza (1) (Franco Labella)

in materia elettorale? La legge lo vieta. Con tutto il rispetto per l'autorevole parere del prof. Zanon, vorrei far osservare che altri illustri costituzionalisti (il prof. Zagrebelsky ma anche lo stesso Presidente Onida) hanno posizioni e pareri diversi. Vorrei provare a far arrivare, attraversola Redazione, al prof. Zanon alcune considerazioni. La prima: la legge in materia di decretazione d'urgenza esclude la materia elettorale dal novero delle materie su cui intervenire. Uso le parole di Zagrebelsky: "Si tratta La legge 400 dell'88 regola la decretazione d'urgenza. L'articolo 15, al comma 2, fa divieto di usare il decreto "in materia elettorale". C'è stata innanzitutto la violazione di questa norma, dettata non per capriccio, ma per ragioni sostanziali: la materia elettorale è delicatissima...." Appunto la materia è delicatissima ed uno "strappo" non è auspicabile. La seconda considerazione riguarda ancora quello che a molti sembrava l'unico strumento e cioè il decreto-legge. Tale strumento è soggetto, pena la decadenza ab origine, alla conversione in legge entro 60 giorni da parte del Parlamento. E' uno strumento, però, nella "disponibilità" della sola maggioranza che potrebbe (visto che la conversione avverrà presumibilmente a risultato elettorale chiuso) decidere della conversione o meno a seconda delle sue convenienze politiche. Segue nella seconda parte del mio intervento Franco Labella

 
08/03/2010 - certi politici si cambiano le regole! (ivano sonzogni)

"C’è il rischio che passi l’idea che la politica per non soggiacere a certe regole se le cambia"? io invece spero che la gente si accorga di questo! Meglio votare altri che i soliti imbroglioni e pasticcioni di destra. E se il decreto, per qualche motivo (speriamo la crisi della maggioranza parlamentare) non fosse convertito in legge, cosa succederebbe? rifacciamo le elezioni?