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ELEZIONI/ 2. Violante: Di Pietro parla a vanvera, no a cortei contro il Capo dello Stato

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Di sicuro quello che è successo non aiuta e rivela ancora di più che il Paese ha bisogno di una seria riforma delle regole Costituzionali.

Massimo Cacciari, in un’intervista al nostro giornale, sottolineava come la raccolta delle firme si sia ormai ridotta a un’incombenza burocratica e proponeva di abolirla per i partiti radicati nel Paese, riservandola soltanto alle nuove formazioni politiche?


Non sono d’accordo, non è una procedura burocratica, ma un momento di partecipazione attiva, se un partito vive tra la gente.
Non ha senso generalizzare e sminuire l’impegno dei cittadini che si sono impegnati e sacrificati per raccogliere le firme sufficienti. Non dimentichiamoci, tra l’altro, che alcune liste per questi motivi non sono state ammesse. Il diritto è diritto, la garanzia è garanzia e in democrazia questo non dipende dal peso che uno ha.

L’opposizione manifesterà unitariamente contro questo provvedimento o il Pd si distinguerà da Di Pietro e De Magistris che in questi giorni hanno parlato di “golpe”, “tirannia” e “impeachment”?


Vedremo. Si manifesta con i cittadini, le manifestazioni sono libere e aperte. Di certo non parteciperei mai a una manifestazione contro il Capo dello Stato. Bisogna saper rimanere all’interno del sistema democratico.



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
08/03/2010 - Solita manfrina! (Aldo Di Carlo)

Violate afferma che già Bersani aveva sottolineato che non sarebbe stato opportuno andare al voto senza il partito di maggioranza, ma che "oocorreva una soluzione più responsabile ed oculata".Purtroppo Volante non sa indicare quale soluzione perche ci sono tanti SE e tanti MA. E' la solita maniera demagogica che fà tanto comodo al PD per attaccare il Governo e legarsi mani e piedi a Di Pietro. Aldo

 
08/03/2010 - Il limite della difesa Violante (spadon gino)

Violante non si accorge che la sua difesa di Napolitano è malaccorta. "Il governo doveva attendere il giudizio del TAR" dichiara. "Sta al giudice decidere", aveva già suggerito il Presidente Napolitano nel momento del “pasticcio” Se così doveva essere perché Napolitano ha poi deciso di assumersi reponsabilità che competevano ad altri? Perché non ha (almeno!!!) subordinato la firma del decreto legge all’impegno, da parte del governo, di riconoscere il proprio risibile dilettantismo? E' qui che doveva operare quella "moral suasion" di cui Napolitano è eccellente detentore. Senza questa minima garanzia si è permesso l'indegna canea dei Bondi, dei Cicchitto, dei Gasparri, dei Bonaiuti, e del loro “patron”, i quali, usciti a buon mercato dall’impiccio, blaterano accuse contro chi colpevole non è. (Gino Spadon)