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ELEZIONI/ Il Tar di Roma ha messo a nudo il vero pasticcio tra Fi e An

Berlusconi_Fini_PdlR375.jpg (Foto)



I due grandi partiti che in questi anni si stanno contrapponendo sono due contenitori vuoti che vivono tensioni interne fortissime. Nel caso del Pdl questi problemi sono attutiti dalle vittorie e dal carisma del suo leader, ma entrambi devono guardarsi da partner molto motivati: Lega e Idv, che hanno una forza territoriale, o di piazza, notevoli.

Quali sarebbero allora i motivi di queste vittorie?


Il Pdl è costituito da due elementi fondamentali: un popolo di centrodestra sempre più omogeneo, in cui le differenze tra elettori di destra, liberali o cattolici sono sempre più sfumate, e un leader riconosciuto. Il problema sta nel mezzo: manca una classe politica omogenea, manca un disegno politico, un progetto culturale. Il populismo in pratica diventa una necessità, proprio perché non c’è una classe politica capace di portare avanti una sua linea e la democrazia interna è diretta e plebiscitaria.

Il fatto che Fini in questi mesi si sia ritagliato una posizione critica nei confronti del leader aiuta a creare dibattito e a formare un disegno politico oppure no?


È legittimo che il cofondatore del Pdl non viva all’ombra del leader e guadagni una posizione autonoma. Se però andiamo a leggerne i contenuti emerge subito tutta la sua fragilità. Da parte sua non c’è stata alcuna contrapposizione al fenomeno del berlusconismo, né il tentativo di rappresentare l’anima profonda del centrodestra. Con le sue posizioni si è invece collocato all’esterno del territorio elettorale e politico da cui proviene, guadagnando in visibilità mediatica, ma in scarsissima presa politica.

Ha rinunciato in pratica a essere un interlocutore per quel popolo di centrodestra di cui parlava prima?


Esattamente, ha reciso il legame con quella base sostenendo tesi laiciste o comunque lontane dalla storia e dall’identità della destra in Italia. Non si tratta però della cosiddetta “destra moderna”, alla Sarkozy, come si usa dire.

Cosa intende?

 


COMMENTI
09/03/2010 - Vive la difference! (massari annalisa)

Marcello Veneziani individua il disagio interno al PDL e i motivi dello scollamento tra ex AN ed ex FI. La seconda formazione è nata senza un progetto politico, ma con finalità "altre" dalla politica e dal bene pubblico. Su una azzeccata campagna mediatica e sull'indubbio carisma del suo leader ha conquistato consensi e voti. Ci (li) ha fatto/i sognare. Ma il progetto politico lungimirante non c'è, Veneziani converrà, con Brunetta, che l'ottica economica tremontiana è limitata. Le riforme liberiste in senso stretto, d'altra parte, le ha fatte Bersani durante il governo Prodi. Infatti l'aspirina è calata di prezzo, e molto, anche. Fini oggi rappresenta invece la parte migliore della destra storica italiana, affezionata alla legalità, al bene pubblico, profondamente sociale ed etica. La differenza con Sarkozy, mi perdoni il Prof. Veneziani, mi sembra un po' artificiosa, oggi che il '68 lo rivaluta anche la Chiesa riconoscendogli il ruolo di spinta alla verità e alla solidarietà, facendolo partire, come attivo e sostanziale, dall'alluvione di Firenze, e dal nuovo corso inaugurato dal Concilio Vaticano II, e non ancora giunto a compimento pieno. Oggi Fini, con Bersani, Franceschini, Maroni (bisogna dirlo, anche se sono lontana dalle idee della Lega),Bindi, Casini, Vendola e Di Pietro, sono gli unici veri, autentici politici che l'Italia può vantare. Sarebbe l'ora che il dibattito passasse a loro, fra di loro, escludendone i miliardari e i loro patetici faccendieri.

 
09/03/2010 - Fini presidente della Repubblica.... (Marino Gerardo)

E' evidente che esiste un problema all' interno del PDL. Come risolverlo? 1.attraverso una scuola di formazione politica.Oggi il PDL non ha una classe politica all' altezza.Soprattutto non ha una classe dirigente giovane.La Lega per esempio ha la migliore classe politica nell' intero arco parlamentare. 2.candidare Fini alle prossime elezioni del Presidente della Repubblica. Dico questo perchè è evidente che Fini vuole fare il Presidente della Repubblica. E' un peccato che per un suo disegno possa andare a mare un patrimonio come il PDL in cui si riconoscono i moderati..E' evidente anche che difficilmente Berlusconi possa diventare Presidente della Repubblica in quanto a sinistra non lo votano e in più non avrebbe i voti dei Finiani.. Sono convinto che in questo modo tutte le pretese di Fini nei confronti di Berlusconi e del PDL ("..il PDL così com'è non mi piace") cadrebbero. In questo modo Berlusconi si toglierebbe una volta per sempre dalle scatole Fini. Fini dopo il settennato non conterà più nulla. Alzerà la mano per le varie votazioni al Senato e lì sarà relagato in un angolo (sempre più inutile..). Quindi il Cav. avrà due grandissimi meriti: 1.di avere SDOGANATO nel 94 i fascisti di Fini che avevano un' inutile 5% e che erano destinati a fare l' opposizione a vita.. 2.di avere provveduto alla "STAGIONATURA" di Fini relangandolo in questo modo ad un veloce prepensionamento..Ditemi voi immaginate Fini senatore a vita a 70 anni?Sarà come SEMPRE TOTALMENTE INUTILE..