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Politica

ELEZIONI/ Il Tar di Roma ha messo a nudo il vero pasticcio tra Fi e An

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In estrema sintesi il programma di Sarkozy è basato sull’opposizione al pensiero francese figlio del ‘68. Fini ha invece parlato del ‘68 come della grande occasione mancata da parte della destra italiana. In questo modo finisce sempre più nella “terra di nessuno”. 

Se questa è la sua fredda analisi dello stato di salute del Pdl, cosa si aspetta da queste elezioni? Il popolo del centrodestra a cui si riferiva prima potrebbe cedere alle sirene della Lega?


Gran parte del “popolo della libertà” è irriducibile alla Lega, ma c’è una cospicua area contigua al popolo leghista. Lo scoramento e la mancanza di riferimenti potrebbero portare a un travaso di voti, ma non sarà il “pasticcio” delle liste a spostarli. Verranno invece pagate le candidature sbagliate, come ad esempio in Puglia.

Da aprile in poi si aprirà l’ultima parte della legislatura, cosa ci si potrà aspettare da questo periodo libero, per tre anni, dagli appuntamenti elettorali?


Archiviate le regionali sarà il momento dei chiarimenti, senza dubbio, ma tutto dipenderà dal risultato. Una sconfitta del Pdl rinfrancherebbe i dissidenti, un buon risultato rafforzerebbe, ovviamente, il premier. I disegni post-berlusconiani sono comunque vivi, ma congelati fino al momento del ritiro dalla scena del Presidente del Consiglio.

Berlusconi sarà comunque in prima fila in questa campagna elettorale o sarà più defilato del solito, temendo un risultato deludente?


L’impressione è che la prudenza di Berlusconi nasconda il timore di risultati non eccezionali, anche se in questo momento sta contando di più la delusione per gli errori commessi e i conflitti con i dirigenti locali. Detto questo, ho l’impressione che la chiamata alle armi ci sarà comunque e il temperamento prevarrà, ancora una volta, sulla strategia.

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COMMENTI
09/03/2010 - Vive la difference! (massari annalisa)

Marcello Veneziani individua il disagio interno al PDL e i motivi dello scollamento tra ex AN ed ex FI. La seconda formazione è nata senza un progetto politico, ma con finalità "altre" dalla politica e dal bene pubblico. Su una azzeccata campagna mediatica e sull'indubbio carisma del suo leader ha conquistato consensi e voti. Ci (li) ha fatto/i sognare. Ma il progetto politico lungimirante non c'è, Veneziani converrà, con Brunetta, che l'ottica economica tremontiana è limitata. Le riforme liberiste in senso stretto, d'altra parte, le ha fatte Bersani durante il governo Prodi. Infatti l'aspirina è calata di prezzo, e molto, anche. Fini oggi rappresenta invece la parte migliore della destra storica italiana, affezionata alla legalità, al bene pubblico, profondamente sociale ed etica. La differenza con Sarkozy, mi perdoni il Prof. Veneziani, mi sembra un po' artificiosa, oggi che il '68 lo rivaluta anche la Chiesa riconoscendogli il ruolo di spinta alla verità e alla solidarietà, facendolo partire, come attivo e sostanziale, dall'alluvione di Firenze, e dal nuovo corso inaugurato dal Concilio Vaticano II, e non ancora giunto a compimento pieno. Oggi Fini, con Bersani, Franceschini, Maroni (bisogna dirlo, anche se sono lontana dalle idee della Lega),Bindi, Casini, Vendola e Di Pietro, sono gli unici veri, autentici politici che l'Italia può vantare. Sarebbe l'ora che il dibattito passasse a loro, fra di loro, escludendone i miliardari e i loro patetici faccendieri.

 
09/03/2010 - Fini presidente della Repubblica.... (Marino Gerardo)

E' evidente che esiste un problema all' interno del PDL. Come risolverlo? 1.attraverso una scuola di formazione politica.Oggi il PDL non ha una classe politica all' altezza.Soprattutto non ha una classe dirigente giovane.La Lega per esempio ha la migliore classe politica nell' intero arco parlamentare. 2.candidare Fini alle prossime elezioni del Presidente della Repubblica. Dico questo perchè è evidente che Fini vuole fare il Presidente della Repubblica. E' un peccato che per un suo disegno possa andare a mare un patrimonio come il PDL in cui si riconoscono i moderati..E' evidente anche che difficilmente Berlusconi possa diventare Presidente della Repubblica in quanto a sinistra non lo votano e in più non avrebbe i voti dei Finiani.. Sono convinto che in questo modo tutte le pretese di Fini nei confronti di Berlusconi e del PDL ("..il PDL così com'è non mi piace") cadrebbero. In questo modo Berlusconi si toglierebbe una volta per sempre dalle scatole Fini. Fini dopo il settennato non conterà più nulla. Alzerà la mano per le varie votazioni al Senato e lì sarà relagato in un angolo (sempre più inutile..). Quindi il Cav. avrà due grandissimi meriti: 1.di avere SDOGANATO nel 94 i fascisti di Fini che avevano un' inutile 5% e che erano destinati a fare l' opposizione a vita.. 2.di avere provveduto alla "STAGIONATURA" di Fini relangandolo in questo modo ad un veloce prepensionamento..Ditemi voi immaginate Fini senatore a vita a 70 anni?Sarà come SEMPRE TOTALMENTE INUTILE..