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Politica

PEDOFILIA/ Scola: c'è lo sgomento, si collabori con le autorità dello Stato

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4. Infine in questa straordinaria giornata del Giovedì Santo, espressione del peculiare “genio cattolico” perché in essa splende la potenza dell’Eucaristia ed il significato pieno del sacerdozio ordinato, intendiamo ridire pubblicamente e con forza il nostro affetto e la nostra appassionata sequela al Santo Padre Benedetto XVI. A lui che tanto ha fatto e tanto fa per togliere “ogni sporcizia” dalla compagine degli uomini di Chiesa vengono rivolte accuse menzognere. Ma l’ «umile lavoratore della vigna» - così Egli si definì presentandosi al mondo ormai cinque anni fa in occasione della Sua elezione al Pontificato – riceverà dallo Spirito la grazia di offrire questa iniqua umiliazione trasformandola in rinnovata energia per l’indispensabile Suo ministero di Successore di Pietro. 
Noi, sacerdoti e popolo veneziano, Lo affidiamo oggi, in modo del tutto speciale, alla Santissima Vergine Nicopeja. 

Carissimi, accogliete con cuore aperto queste parole del vostro Patriarca. E siate certi della sua piena fiducia e della sua stima. Sono fondate sulla conoscenza ormai pluriennale del vostro amore per Cristo e per la Chiesa che si trasforma in dono quotidiano, spesso silenzioso e non compreso, della vostra vita a favore di ogni nostro fratello uomo. 

Il cammino della Visita Pastorale continui a rinsaldare la nostra unità affinché, come Gesù ci ha chiesto, il mondo creda e scopra in tal modo la pienezza del vivere. 

Vi invito a trovare i modi opportuni per far conoscere il più capillarmente possibile questa Dichiarazione a tutti i fedeli e a tutti gli uomini e le donne che vivono nel nostro Patriarcato. 

Con vivo affetto di comunione nel Signore benedico voi e tutti i fedeli augurandovi una Santa Pasqua.

 

Angelo Card. Scola
Patriarca

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COMMENTI
02/04/2010 - Lo sgomento (ennio rossi)

Il Patriarca ha detto benissimo. Niente da eccepire alle sue indicazioni. Sono invece sbigottito nel pensare come la gerarchia ecclesiale che è ed era a conoscenza di questi misfatti li abbia voluti tenere nascosti e si sia trincerata attorno al segreto del confessionale. Ciò è pazzesco in quanto si è messo sullo stesso piano la vittima col carnefice. Sono proprio immiserito da questa storia perchè in questo modo è stata messa in crisi la loro identità. Dove è finita la loro intelligenza, come hanno potuto accettare di non farsi carico delle vittime e le abbiano abbandonate al loro destino. E' questo che non mi da pace. Io non ce l'ho con il trasgressore perchè tutti possiamo sbandare, io cè l'ho con il sistema, con l'istituzione , la gerarchia che prima o dopo doveva pur esser venuta a conoscenza. La Chiesa non può mantenere nel nascondimento l'insorgenza di fatti gravosi, ne va della sua credibiltà. Così come è messa, la questione è molto grave.