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RU 486/ Fisichella appalude i no di Cota e Zaia. Scontro tra Pdl e Aifa

Pubblicazione:giovedì 1 aprile 2010

RU486_PilloleR375.jpg (Foto)

POLEMICA RU 486: I neopresidenti leghisti di Piemonte e Veneto, Roberto Cota e Luca Zaia, hanno iniziato il loro lavoro con un secco no alla pillola abortiva Ru 486. Da oggi la pillola sarebbe dovuta essere disponibile in tutta Italia: la Nordic Pharma, società distributrice in Italia, ha infatti dato il via agli ordini, anche se solo sei regioni hanno deciso come somministrarla.

Secondo il presidente della Regione Piemonte la pillola, già ordinata da Mercedes Bresso, "potrà restare benissimo nei magazzini". "La mia attività amministrativa - aveva detto invece Zaia - sarà volta ad evitare assolutamente che venga diffusa. Il percorso da seguire in questi casi non deve mai portare all'abbandono di una vita umana".

Anche il Papa ha espresso una netta condanna dell'aborto nel corso della messa del Giovedì Santo celebrata nella Basilica di San Pietro: "Anche oggi è importante per i cristiani non accettare un'ingiustizia che viene elevata a diritto, per esempio quando si tratta dell'uccisione di bambini innocenti non ancora nati".

Altri tre governatori Pdl come Stefano Caldoro (Campania) Renata Polverini (Lazio) e Giuseppe Scopelliti si sono mostrati più prudenti aprendo alla distribuzione "in regime di ricovero".
Secondo la Polverini: "La somministrazione della Ru486 seguirà lo stesso percorso dell'aborto chirurgico, quindi sarà somministrata in ospedale. C'è una legge, la 194, che va rispettata io sono a favore della vita e farò tutto quello che è necessario per difenderla nel rispetto della legge".

 

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COMMENTI
06/04/2010 - v. intervento precedente (massari annalisa)

Sono d'accordissimo con Antonio Servadio.

 
02/04/2010 - come tirarsi la zappa sui piedi (Antonio Servadio)

non vedo per quale motivo la Chiesa dovrebbe imbavagliarsi e astenersi dal commentare argomenti "trasversali" e universali quali la difesa della vita, della natura, i diritti umani ecc. Anzi ! Circa la famosa pilloletta, di dichiarazioni sulla RU486 ne abbiamo sentite e lette tante, con pluralismo (Chiesa inclusa) e da lungo tempo. Fatta questa premessa, reputo che le "uscite" sulla RU486 fatte da certi politici, così a ridosso delle elezioni, non costituiscano un luminoso esempio di come e perche' "fare politica", piuttosto mi appaiono come esempi di bieca "piazzata". Chiamarle dichiarazioni da comizio sarebbe fare un complimento. Di fronte a bisticci cosi' miseramente strumentali e grossolani, credo proprio che il Presule avrebbe servito molto meglio la propria causa astenendosi dal commentare. Invece e' caduto nella trappola mediatica squalificando i contenuti del proprio intervento. Parteggiare per quei signori fornisce perfetti argomenti a favore degli anti-clericali oltranzisti, proprio quelli che vorrebbero sempre e comunque chiudere il becco alla Chiesa. Per cortesia, teniamo un profilo più alto.