BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

RU486/ Da oggi più "facile", ma è davvero una libera scelta abortire?

RU486_PilloleR375.jpg (Foto)

 

Allora, il bisogno primo della gente è come eliminare meglio il bambino concepito o come trovare un clima culturale per abbracciarlo e trovare i soldi?! Chiedetelo a tutte le mamme che hanno abortito. Chiedetelo a tutte le ragazzine se il loro desiderio è fare figli o trovare il modo di non farli nascere. Perché non farli nascere è una scorciatoia, e come tutte le scorciatoie appare una via percorribile come l’altra, sennonché è facile che ci siano buche e sterpi. 

Ma è davvero una libera scelta abortire? O è imposto dal clima del figlio unico culturale (più feroce di quello del figlio unico di stato cinese), dall’obbligo di procreare dopo i 30 e di farne uno solo, dall’obbligo sociale - e che obbligo! - di farlo perfetto perché altro non è permesso: se nasce “diverso” tutti ti guardano e ti domandano di soppiatto «Ma non lo sapeva prima?», «Ma non ha fatto la diagnosi prenatale?». 

È davvero una scelta abortire, quando vengono abortiti quasi tutti non solo i bimbi con ritardo, ma anche quelli che hanno anomalie genetiche che non danno gravi alterazioni, come la sindrome di Turner o di Klinefelter, nomi strani, ma che significano bassa statura nel primo caso e eccessiva altezza con talora (non sempre) un po’ più di insuccesso scolastico nel secondo? 

 


COMMENTI
06/04/2010 - Chi ci guadagna? (massari annalisa)

Concordo completamente: non si vede proprio cosa ci guadagni la donna nell'applicazione di un metodo meno sicuro, molto più traumatico (c'è da ritrovarsi l'embrione nell'assorbente, o in mano, cerchiamo di essere chiari) e che la lascia sola in un'esperienza drammatica col suo dolore. So di persone che hanno avuto aborti spontanei con le modalità che la RU486 induce e che non si sono divertite affatto. Ma il dietro-front di chi ha palesemente e con forza preso posizione contro la pillola abortiva mi fa tristemente pensare ancora una volta agli accordi che le case farmaceutiche probabilmente hanno già preso con le regioni, e al risparmio che forse il metodo comporta rispetto a un intervento con anestesista e ginecologo, sala operatoria etc. D'altra parte non sono affatto sicura, ripeto, che l'aborto procurato con il metodo in questione tuteli "la salute psichica della donna" come la legge 194 impone. Non mi sembra un sistema avanzato, indice di progresso: mi sembra un sistema brutalmente crudele.

 
05/04/2010 - libera scelta (Cristina Salanitri)

Direi invece che la libera scelta sarebbe proprio quella di non abortire, nonostante la legge lo permetta. E' un punto di vista diverso ma sempre a difesa della vita.

 
02/04/2010 - cosa è la libertà ? (Antonio Servadio)

La scelta mi pare sia ancora libera. Invece è sempre più difficile liberarsi dal condizionamento, non solo "culturale", anche pratico-finanziario, come accenna l'articolista. Direi che la procreazione è ancora una scelta libera ma richiede veramente molto coraggio. Dunque scelte confinate sempre più nel privato, scelte che la società pare non gradisca accogliere e tanto meno sollecitare. L' Italia ha fatto una precisa scelta demografica parecchi anni fa. Ci sono stati anni duranti i quali non passava settimana senza che si sentisse o si leggesse che il futuro demografico del Bel Paese era affidato agli immigranti extracomunitari. Ben vengano gli immigrati ma per quale motivo sentenziare -come fosse cosa ineluttabile- che non si sarebbe potuto far nulla (cioè non si VOLEVA fare nulla) per chi Italiano già era ? Solo di scelte (politica) trattasi, prova ne sono i trend di segno ben diverso in altri paesi Europei (non solo la Francia), dove sono state pensate, pianificate e attuate precise condizioni per favorire la procreazione. Gli effetti si vedono.