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SCENARIO/ Folli: nessuna Grande riforma, Berlusconi vuol solo il consenso

Pubblicazione:martedì 13 aprile 2010

BerlusconiConferenza_R375.jpg (Foto)



Sono punture di spillo, sgradevoli, non compromettono nulla, ma dimostrano che non stiamo attraversando il clima adatto per riformare il Paese. Di certo non sono queste le condizioni ideali per affrontare il passaggio da un sistema parlamentare a un sistema presidenziale.
Napolitano ha dato molte prove di voler assecondare un confronto fruttuoso, Berlusconi continua invece a marcare una distanza. Anche la proposta di introdurre il modello francese che ha avanzato mentre era a Parigi va letta in questo senso.

Cosa intende?


Il presidenzialismo evocato in quei termini non è accettabile neanche dalla sua stessa maggioranza, è una proposta che ha lo scopo di bloccare sul nascere un possibile accordo.

Dietro a un riassetto costituzionale ci sono le mire di Berlusconi verso il Quirinale?


È evidente che questa volontà c’è. Vedremo però come cambierà il quadro politico.

Da ultimo, nel Partito Democratico si segnala il ritorno improvviso di Prodi con la sua proposta di rivoltare il partito come un calzino, ripensandolo in senso federale. Come legge questo suo intervento?


Per Prodi il Pd è un corpo chiuso che, anche grazie a Bersani, non gli ha lasciato alcuno spazio. Per disarticolarlo ha voluto ipotizzare un “Partito del Nord”, proponendo di spazzare via gli organi nazionali per sostituirli con un esecutivo formato da 20 segretari regionali.
Il Professore invita in pratica a far fuori i vecchi dirigenti, D’Alema e Veltroni in primis, e punta sull’appoggio di chi nel Pd, vorrebbe ricominciare da zero ed eliminare Bersani.



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COMMENTI
13/04/2010 - L'allucinazione di Di Pietro (celestino ferraro)

Per Di Pietro le proposte del Pd sul Foglio sono allucinanti Gustizia: Di Pietro a Pd, ma Orlando è il consulente del premier? Le proposte scritte sul Foglio sono allucinanti - Roma, 9 aprile – ''Dopo aver letto quali sono le proposte che avanza alla maggioranza il responsabile Giustizia del Pd Andrea Orlando mi verrebbe da dare un suggerimento agli amici Democratici: cambiate responsabile giustizia del partito!'' Mi pare ovvio, povero Di Pietro … da un giorno all’altro in mezzo a una strada. Non altrimenti si può interpretare la levata di scudi che Di Pietro fa nei confronti di chi lo disarciona improvvisamente rendendolo obsoleto con la sua acrimonia giustizialista che mette gli schiavettoni a chiunque osi lagnarsi della giustizia politicizzata che da decenni controlla la Repubblica Italiana. Si parla troppo e spesso di bilanciamento dei poteri democratici, Montesquieu è più celebre di Maradona, ma quando si giunge al dunque legislativo, quelli che hanno in mano la magistratura, s’impuntano e non intendono mollare … l’osso. Così Di Pietro, da buon factotum di “Mani Pulita”, si sente esautorato qualora la riforma della giustizia esercitasse per davvero le sue arti, e sa che scomparirebbe dall’agone politico se la riforma mettesse veramente le cose apposto. Un Masaniello inutile. C’est la faute de la fatalité. Tutti i nodi arrivano al pettine ed è necessario, per il bene del popolo italiano, che il nodo giustizia venga reciso, senza troppi tentennamenti.