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SCENARIO/ La tattica "double face" di Berlusconi per non morire da premier

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Con questo modello si supererebbero le antiche appartenenze, le divisioni tra ex Ds ed ex Margherita, un tessuto connettivo che viene dal passato e che, forse, non ha più senso. 



Qualcuno però ha letto in questo contributo un’ambizione personale, una vendetta e una minaccia al meccanismo delle primarie?



Mi sembrano francamente valutazioni dettate da pregiudizi nei confronti del Professore. Ha dichiarato che vuol rimanere fuori dalla politica nazionale e mi sembra che gli si possa credere. C’è chi lo vede addirittura verso il Quirinale, a me sembra invece più vicino alla poltrona di sindaco di Bologna. Sulle primarie, al di là della retorica, anche nel sistema attuale sono solo la conferma di ciò che viene deciso nei congressi. Se si ripensa all’elezione di Bersani segretario è evidente che è così.



Ma il partito federale non potrebbe rafforzare ancora di più i potentati locali che qualche problema al Pd l’avevano già creato? I cosiddetti “cacicchi”, come li chiama D’Alema…



I cacicchi  sono quei rappresentanti di un partito personale che utilizzano i voti come merce di scambio. La proposta del Professore crea invece maggiore responsabilità a livello locale. Se, ad esempio, si perdono voti in Lombardia il segretario regionale dovrà prenderne atto e cedere il posto. Insomma, una piccola rivoluzione.



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COMMENTI
15/04/2010 - L'ULTIMO TRENO PER YUMA (celestino ferraro)

MILANO - Professor Massimo Cacciari, Prodi lancia il "Pd federale", ma Bersani mostra freddezza e boccia un eventuale "Pd del Nord". Lei che ne pensa? «Guardi, io comincio dall´ineffabile Prodi. Uno che dovrebbe vergognarsi di parlare adesso. E con lui dovrebbero vergognarsi tutti: D´Alema, Rutelli, Fassino. Sì: ma come si fa a venire a proporre adesso il partito federalista dopo che per 15 anni, tutti assieme, non hanno voluto ascoltare?». Arrabbiato, professore? «Arrabbiato? Io userei il turpiloquio, ma so già che lei non lo riporterebbe. Non ci sarebbe neppure da discutere un minuto:… Poi che cosa è successo? … Sarebbe capace il professor Cacciari di prendere l’ultimo treno del Nord, salirci sopra fra gli spari dei leghisti fermati sul Piave eppoi discendere, con orgogliosa sicurezza, nelle valli oltre la Padania oppresse dal Berlusconi. Piacerebbe al professor Cacciari un bollettino della Vittoria che annunciasse ai miscredenti la vittoria di Chiamparino sull’orrido IMBONITORE, e l’abbraccio generoso coi tanti dispersi smarriti dopo le romanate di Prodi. La guerra è vinta, la guerra è finita. I figliuoli prodighi tornano a casa e il padre Cacciari Massimo è lì, sull’androne, a riceverli. Sarà gran baldoria, saturnali pagani e fiumi di “Recioto della Valpollicella” per l’allegra compagni-a. Sempre così: “Chi sa fa e chi non sa insegna”. Chissà se gli allievi impareranno. Celestino Ferraro