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CRISI PDL/ Berlusconi convoca un vertice straordinario alle 17

Pubblicazione:venerdì 16 aprile 2010

BerlusconiPensieroso_R375.jpg (Foto)

SCONTRO BERLUSCONI-FINI - IL GIORNO DOPO:  A un giorno dall'imprevista crisi nei rapporti tra il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, co-fondatori del Pdl, la politica si interroga sugli scenari che si potrebbero aprire.

Intanto, Silvio Berlusconi ha deciso di convocare l'ufficio di presidenza del Pdl per comunicazioni urgenti. Nell'attesa, berlusconiani e finiani continuano a tenere vivo il dibattito.

Da un lato Bocchino e i suoi iniziano a contarsi. «Si parte da 40-45 deputati e 15-18 senatori», secondo Fabio Granata. «An aveva il 13-15% nel 2007 portò in piazza un milione di persone vere, mica come a San Giovanni che erano 150mila. Questa comunità, nobile e antica, è stata donata al Pdl. Perchè Fini non dovrebbe chiedere il rispetto delle nostre idee, della nostra impostazione?». Granata conclude: se si conferma la richiesta delle dimissioni di Fini da Presidente della Camera «si rompe un patto politico e a quel punto abbiamo tutti le mani libere».

Qualche ex An si smarca immediatamente: «Non ho nessuna intenzione di aderire ad una scissione», dice Altero Matteoli, ministro delle infrastrutture, al Corriere della Sera. «Sto bene nel Pdl, ho contribuito a farlo e non sono pentito». Il ministro in caso di scissione non esclude elezioni anticipate. Anche Basilio Catanoso ha voluto chiarire la sua posizione: «Apprendo con sorpresa di essere stato inserito da alcuni organi di informazione tra i papabili aderenti ad un eventuale, costituendo, gruppo parlamentare di finiani. Smentisco di avere aderito a questa ipotesi e peraltro di essere mai stato contattato da alcuno a tal riguardo».


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