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Politica

SCENARIO/ Folli: il bluff di Fini, un bel regalo a Bossi e Berlusconi

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L’ex leader di An, a pochi giorni dalle elezioni, critica i cedimenti del Pdl nei confronti della Lega. Come mai, allora, ha accettato che fossero candidati esponenti del Carroccio in tutto il Nord? Diciamo che, al di là delle contraddizioni, la scelta dei tempi per provare l’“azzardo” di una crisi è stata decisamente infelice.

In base a quello che verrà deciso dai vertici del partito si capirà se dovremo tornare presto alle urne e se Gianfranco Fini dovrà lasciare la carica di Presidente della Camera…

Se Fini sceglie di perseguire la strada dei gruppi autonomi e, in pratica, va all’opposizione non vedo come possa continuare a svolgere questo incarico. Riguardo al voto, l’eventuale crisi del partito di maggioranza relativa rappresenterebbe una condanna per questa legislatura e le sue promesse riformatrici. A quel punto potrebbe essere plausibile un voto anticipato, magari nel 2011, giusto in tempo per attuare i decreti fiscali del federalismo. Un assist involontario a Berlusconi e alla Lega.

Cosa intende?

Sono convinto che Berlusconi non abbia intenzione di aspettare tre anni per ricorrere nuovamente al voto e l’ex leader di An potrebbe fornirgli un comodo pretesto. Per quanto riguarda la Lega, l’indebolimento del Pdl aumenterebbe ancor di più la sua forza al Nord. Come sottolineava Angelo Panebianco, “Pdl Italia” potrebbe, all’opposto, prendere involontariamente le sembianze di un vero e proprio Partito del Sud.  

L’area che faceva riferimento ad Alleanza Nazionale si sta in ogni caso misurando per capire chi è rimasto fedele al vecchio leader. Qual è, secondo lei, il peso dei seguaci di Fini in Parlamento e nel Paese?

 


COMMENTI
19/04/2010 - contrasto Fini-Berlusconi (CARLO ANTONIO CROCICCHIA)

Faccio onestamente molta fatica, da elettore, a capire l'autolesionismo del PDL, che è un controsenso mortale soprattutto nel momento in cui gli italiani dimostrano ampiamente di gradire un governo di centro-destra sia a livello nazionale che locale. Nè mi riesce di comprendere, se non come pretestuosa, la critica di Fini alla leadership di Berlusconi, bollata come assolutismo proprio da colui che si è sempre distinto come assoluto monarca dell'ex MSI-AN. Capisco la necessità di essere visibili e non perdere la leadership di un politico di lungo corso, ma non credo che nessuno possa accettare che la maggioranza si dissolva per questo. L'Italia ha troppe riforme importanti da fare. Adesso.