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SCENARIO/ Folli: il bluff di Fini, un bel regalo a Bossi e Berlusconi

Pubblicazione:lunedì 19 aprile 2010

FiniBerlusconiopposti_R375.jpg (Foto)

Una volta archiviate le elezioni regionali e i ballottaggi delle comunali il momento delle riforme sembrava proprio arrivato. La discussione sul presidenzialismo si è però interrotta bruscamente a causa di un vertice di fuoco tra i due fondatori del Popolo della Libertà, Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, che ha portato il partito a un passo da una clamorosa scissione. Niente lasciava immaginare che il contrasto tra i due potesse esplodere in questo modo, mettendo in crisi una maggioranza uscita vincitrice dalle urne. Stefano Folli, editorialista de Il Sole 24 Ore, ne ha discusso con IlSussidiario.net, all’inizio di una settimana decisiva per il governo.

La minaccia di Fini di costituire gruppi autonomi in Parlamento ha scosso il Pdl. Il partito è in fibrillazione, aspettando la resa dei conti di giovedì alla Direzione nazionale. Quali sono, a suo avviso, i reali margini di recupero?

Sul piano dei rapporti personali la situazione sembra definitivamente compromessa. Su quello politico, invece, l’unico margine è dato dall’evidenza che la scissione non conviene a nessuno: né a Fini, che ne uscirebbe ridimensionato, né a Berlusconi. Il Pdl è nato su un presupposto diverso rispetto a quello del partito personale, questa soluzione costituirebbe perciò un grave danno anche per il premier. Tutto ciò dovrebbe far riflettere entrambi.

Sul tavolo rimangono tre ipotesi: l’accordo tra i leader per una reale diarchia, la formazione  di una corrente di minoranza finiana, oppure la nascita di “Pdl Italia”, corpo estraneo all’attuale Popolo della Libertà. Quale le sembra la più probabile?


Sono convinto che il Pdl riuscirà a evitare una frattura. Per questo motivo, quella di una corrente minoritaria mi sembra l’ipotesi più probabile. Fini dovrebbe però passare dal controcanto sterile, che lascia trasparire un certo fastidio personale nei confronti del premier, alla proposta, alle idee alternative. Su alcuni temi, come il rispetto delle istituzioni, o la legge elettorale, infatti, Fini ha una posizione interessante e originale per costruire un centrodestra sempre più aperto e moderato. Su altri temi, invece, è meno credibile.

Come ad esempio?


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COMMENTI
19/04/2010 - contrasto Fini-Berlusconi (CARLO ANTONIO CROCICCHIA)

Faccio onestamente molta fatica, da elettore, a capire l'autolesionismo del PDL, che è un controsenso mortale soprattutto nel momento in cui gli italiani dimostrano ampiamente di gradire un governo di centro-destra sia a livello nazionale che locale. Nè mi riesce di comprendere, se non come pretestuosa, la critica di Fini alla leadership di Berlusconi, bollata come assolutismo proprio da colui che si è sempre distinto come assoluto monarca dell'ex MSI-AN. Capisco la necessità di essere visibili e non perdere la leadership di un politico di lungo corso, ma non credo che nessuno possa accettare che la maggioranza si dissolva per questo. L'Italia ha troppe riforme importanti da fare. Adesso.