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Politica

CRISI PDL/ Fini: Berlusconi accetti il dissenso e non ci saranno scissioni

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Di tutt'altra idea Luca Barbareschi: «Il Pdl non esiste è un partito mai nato. Credo che Berlusconi abbia bisogno di consiglieri più sinceri con lui». Da Generazione Italia un assist a Fini: guardando i numeri, un Pdl senza Fini è mutilato. 

Da segnalare lo scontro tra il sottosegretario all'Ambiente, Roberto Menia, e Italo Bocchino: «Ha già ha fatto abbastanza danni - ha detto Menia - e l'ultimo caso è stata la rissa in tv cui tutto il mondo ha assistito. Sono stufo delle sue inziative e delle sue uscite e non mi sento rappresentato da queste persone. Io sono leale a Fini ma anche a Berlusconi, sono al governo grazie al loro. Quindi l'ipotesi di creare gruppi separati, addirittura scissioni o uscite dal Pdl è un'assoluta sciocchezza».

«Non si tratta di fare una conta, né di fare correnti o spifferi, non è questo il problema - secondo Andrea Ronchi - è un ragionamento programmatico, progettuale, per costruire e non per distruggere. Chi ha altri intenti sbaglia e non mi rappresenta. A progetti politici così importanti va data una risposta profonda, articolata e seria. E Berlusconi, che è il leader del centrodestra, come tutti i grandi leader, ha ovviamente nelle corde la capacità di dare le risposte ad una persona che è casualmente il cofondatore del Pdl».

Un invito alla scissione arriva da un vecchio amico di Gianfranco Fini, Domenico Fisichella: «Questo è il momento del coraggio strategico, e sarebbe la prima volta che Fini ne dà prova, perchè tutte le altre mosse potrebbero indebolirlo. Tutto dipende dalla consapevolezza che Fini ha della gravissima crisi etico-civile e istituzionale, persino più grave di quella economica, alla quale l'Italia è stata portata oltre che dalla Lega anche dai suoi alleati all'interno del Pdl, a cominciare da Berlusconi e Tremonti».

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