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CRISI PDL/ Fini verso la corrente. La Russa: errore lasciargli fare il Presidente della Camera

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Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che si era, fin dall'inizio, proposto come mediatore tra i due, ha dichiarato di augurarsi che non si formi una corrente di minoranza interna. Alemanno è uno dei pochi che sembra credere in un incredibile ricucitura dello strappo, anche se, con la firma del documento degli anti-Fini lascia intendere che non seguirà il Presidente della Camera in una sua eventuale fuga in avanti.

Giovedì sarà una giornata molto importante per il  Popolo della Libertà. Gianfranco Fini, nella riunione di oggi con gli ex An, ha dichiarato: «Il mio spirito è costruttivo, ma anche un minimo di dignità è doveroso. Ho posto questioni di tipo politico, non sull'organigramma interno. Non ho intenzione di togliere il disturbo e di stare zitto».

«Non credo di avere attentato al partito o al governo dicendo che su alcuni temi c'è una distanza politica. Ho posto solo questioni politiche, mai personalistiche, e sempre con spirito costruttivo». Alla riunione dei parlamentari ex An nella Sala Tatarella erano in 54, più alcune deleghe. Il documento è stato firmato da 50 parlamentari, 36 deputati e 14 senatori.

Non si sono fatte attendere alcune critiche al discorso di Fini, come quelle di Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra: «Fini che cita Ezra Pound è qualcosa di romanzesco. Che Fini abbia lottato per le proprie idee è una cosa in cui non crede nessuno e ricordo di aver concluso la manifestazione che anni fa feci all'Hilton proprio con la frase di Pound.
Era l'evento che organizzammo per contestare le contorsioni storiche dell'allora presidente dell'allora An a Gerusalemme. Ci manca solo che adesso lui concluda le sue manifestazioni col saluto romano e gridando a noi!».

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COMMENTI
21/04/2010 - Un po' di umiltà... (sandra fei)

Secondo La Russa Fini si sarebbe poi circondato di consiglieri che «hanno finito per scavare un fossato tra Fini e il Pdl, tra Fini e Berlusconi». Ignazio, con la sua grande intelligenza, ha saputo essere sincero, veritiero e giustamente pesante. Sotto sotto gli dà dell'imbecille o dell'incompetente. Fini, dalla morte del buon Tatarella, non ha saputo ascoltare le persone giuste e ha fatto terra bruciata intorno a sé delle persone più in gamba. Violante, allora Presidente della Camera, diceva sempre che Fini "non studiava" e che aveva sete solo di potere. Il vero guaio però è che in tutto questo Fini non avverte la necessità di lavorare per il bene di tutti i cittadini. Ieri ha perfino detto che si doveva smettere di dar retta all'opinione pubblica! E' preoccupante. Cosa gli è successo? O forse con l'andare degli anni vengono fuori e diventano evidenti tutte le sue magagne, le sue falsità? In fondo, queste ultime elezioni sono state per il PdL una voce che diceva: "Abbiamo fiducia in voi. Aiutateci." E Gianfranco cosa fa? Se ne frega. Abbandona il popolo che per anni l'ha portato fin dove è arrivato. E lo abbandona in un momento delicato e difficile come questo. Un po' di umiltà non gli farebbe male e farebbe tanto bene al paese! Attendiamo comunque domani Berlusconi che spero ci stupisca con effetti speciali, perché le riforme si devono fare e il paese deve rinascere, per la fiducia che in tanti abbiamo dato loro. Preghiamo Santa Caterina che illumini i nostri governanti!