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CRISI PDL/ Fini verso la corrente. La Russa: errore lasciargli fare il Presidente della Camera

CRISI PDL: Sale l'attesa per la Direzione Nazionale di domani. Sempre più probabile una corrente di opposizione interna capeggiata da Fini. Intanto La Russa, Gasparri e Alemanno lanciano segnali di distacco nei confronti del loro ex leader

Berlusconi_FiniR375_100809.jpg (Foto)

La crisi del Pdl continua, siamo alla vigilia di una  Direzione Nazionale delicatissima in cui Berlusconi e Fini si confronteranno davanti ai parlamentari del Pdl. Difficile prevedere come andrà il dibattito e se quell'incontro sancirà lo scioglimento del Popolo della Libertà o formalizzerà la nascita di una corrente interna finiana.

Gli esponenti di maggiore rilievo, intanto, continuano a rilasciare dichiarazioni in merito, confermando o smentendo vecchie appartenenze. La Russa, ex colonnello di Alleanza Nazionale e ministro della Difesa, ha cercato di spiegare questa mattina, quali sarebbero le cause di questa crisi: «Penso che l'errore che abbiamo fatto tutti noi ex An è stato quello di non consigliare a Gianfranco Fini, o quantomeno non contrastare, la sua decisione di fare il presidente della Camera, anzichè rimanere nel partito in cui sarebbe stato, con Berlusconi al governo, il numero uno o il numero due. Questo ha posto Fini in una condizione di dovere istituzionale che ha incentivato le diversità rispetto a Berlusconi».

Secondo La Russa Fini si sarebbe poi circondato di consiglieri che «hanno finito per scavare un fossato tra Fini e il Pdl, tra Fini e Berlusconi».
75 esponenti della vecchia Alleanza Nazionale, intanto, hanno formalizzato il loro dissenso nei confronti del loro ex leader, ribadendo la necessità che il Pdl resti unito.

Questa mattina i giornali d'area hanno attaccato Fini titolando le prime pagine dei giornali con "Silvio non cascarci" (Libero). Il quotidiano di Belpietro avverte: «Fini ci prova, l'ex-leader di An vuole restare nel Pdl e continuare a sparare contro il governo. La soluzione migliore sarebbe farla finita una volta per tutte... Fini dopo aver minacciato di fare la guerra a Berlusconi, si rassegna alla guerriglia. Non esce dal Pdl, ma resta per dare fastidio. Come lui stesso ha spiegato non toglie il disturbo ma anzi prepara azioni di disturbo».
 


COMMENTI
21/04/2010 - Un po' di umiltà... (sandra fei)

Secondo La Russa Fini si sarebbe poi circondato di consiglieri che «hanno finito per scavare un fossato tra Fini e il Pdl, tra Fini e Berlusconi». Ignazio, con la sua grande intelligenza, ha saputo essere sincero, veritiero e giustamente pesante. Sotto sotto gli dà dell'imbecille o dell'incompetente. Fini, dalla morte del buon Tatarella, non ha saputo ascoltare le persone giuste e ha fatto terra bruciata intorno a sé delle persone più in gamba. Violante, allora Presidente della Camera, diceva sempre che Fini "non studiava" e che aveva sete solo di potere. Il vero guaio però è che in tutto questo Fini non avverte la necessità di lavorare per il bene di tutti i cittadini. Ieri ha perfino detto che si doveva smettere di dar retta all'opinione pubblica! E' preoccupante. Cosa gli è successo? O forse con l'andare degli anni vengono fuori e diventano evidenti tutte le sue magagne, le sue falsità? In fondo, queste ultime elezioni sono state per il PdL una voce che diceva: "Abbiamo fiducia in voi. Aiutateci." E Gianfranco cosa fa? Se ne frega. Abbandona il popolo che per anni l'ha portato fin dove è arrivato. E lo abbandona in un momento delicato e difficile come questo. Un po' di umiltà non gli farebbe male e farebbe tanto bene al paese! Attendiamo comunque domani Berlusconi che spero ci stupisca con effetti speciali, perché le riforme si devono fare e il paese deve rinascere, per la fiducia che in tanti abbiamo dato loro. Preghiamo Santa Caterina che illumini i nostri governanti!