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CRISI PDL/ Pace fatta tra Lupi e Bocchino, Cicchitto: proposta di Fini non è convincente

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CRISI PDL: Lo scontro Berlusconi-Fini occupa ogni giorno le prime pagine dei giornali, in vista della Direzione Nazionale del Pdl di domani. Continua la girandola delle dichiarazioni degli esponenti del Pdl, con sfumature diverse dovute alla storia e al percorso politico di ciascuno, mentre si segnala la pace tra Italo Bocchino e Maurizio Lupi, sancita con un abbraccio dopo il litigio televisivo andato in onda nella trasmissione di Gianluigi Paragone, "L'Ultima Parola". «Con Lupi nessun problema, siamo amici», ha confermato Bocchino.

Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl ha dichiarato: «Francamente non sono convincenti le dure polemiche di questi giorni e, adesso, il documento di differenziazione del presidente Fini e dei cinquanta parlamentari dopo una netta vittoria elettorale del centrodestra, della maggioranza, del governo. I temi indicati, rapporti con la Lega, politica economica, Sud, potevano benissimo essere oggetto di una riflessione unitaria nel Pdl».

«Domani occorrerà definire regole di convivenza e di comportamento, perchè non sarebbe accettabile che uno degli aspetti del nuovo partito, codificato anche nel suo statuto, e cioè la leadership, sia offuscata o annullata da contestazioni e differenziazioni quotidiane, ad ogni livello, con il ritorno ad un modello di partito del tutto rinchiuso in se stesso, con il rischio di un distacco dagli elettori . In questi tre anni il Pdl deve fare una serie di cose riguardanti la politica economica e sociale e le riforme di vario tipo (istituzionali, federaliste) che vanno realizzate».

Ironico Francesco Storace, leader della Destra: «Sembra di stare su scherzi a parte. Chi non tollerava il dissenso interno ai partiti che ha guidato - Msi e An - lo supplica da Berlusconi. Chi considerava le correnti una metastasi, si appresta a formarne una nel Pdl. Chi all'ultimo congresso di An, quello dello scioglimento, giurava che bisognava togliersi dalla testa l'idea di formare una corrente di quelli che provenivano dallo stesso partito all'interno del Popolo della libertà, adesso fa esattamente il contrario».

 

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