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DIREZIONE NAZIONALE PDL/ Il documento conclusivo a sostegno di Silvio Berlusconi

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Siamo convinti che una forte ed autorevole leadership quale è quella del presidente Berlusconi garantirà il raggiungimento questi obiettivi. La leadership forte è ormai un tratto caratteristico dei moderni sistemi politici e gli italiani certo non rimpiangono leaderhip deboli e governi instabili del passato. Del resto, i risultati elettorali ne sono una conferma e la stabilità rafforza altresì il prestigio internazionale dell'Italia. Una leadership forte non significa affatto rinunciare al dibattito libero e democratico che è previsto dallo statuto ed é testimoniato sia dalle innumerevoli iniziative politiche e culturali, dal grado di libertà che connota il dibattito nelle sedi delegate e nelle riunioni dei gruppi parlamentari sia dalla esistenza di fondazioni, riviste, centri di riflessione e di elaborazione. Tutte le scelte politiche anche quelle che hanno riguardato le candidature per le elezioni regionali e l'alleanza con altre formazioni politiche, sono state compiute dall'Ufficio di presidenza attraverso un dibattito dei suoi 37 compontenti aperto e libero. In un grande partito democratico si deve poter discutere di tutto ma a due condizioni: che non si contraddica il programma elettorale votato dagli elettorali e che, una volta assunta una decisione negli organi deputati, tutti si adeguino al risultato del voto.

 


Il Popolo della Libertà non può contravvenire ai principi di quella democrazie degli elettori che ha fortemente voluto e che impone che il patto stipulato con i cittadini al momento del voto sul programma sia vincolante. Rispetto a quel patto non sono possibili deroghe: come è stato ribadito anche a Piazza san Giovanni lo scorso 20 marzo dal Popolo della Libertà. Così come non sono possibili deroghe alla nostra Carta dei valori che è la stessa del Ppe e che enuncia i nostri valori fondamentali: la dignità della persona, la libertà e la responsabilità, l'eguaglianza, la giustizia, la legalità e la sussidarietà. I temi che non rientrano nel programma elettorale e del governo possono essere invece oggetto di dibattito e discussione nell'ambito degli organi statutari. Non vi è nulla di negativo se in quella sede emergono opinioni diverse, purché sia chiaro a tutti che il principio della democraticità non esonera dalla possibilità di assumere decisione e che una volta che tali decisioni siano state assunte all'unanimità o a maggioranza, esse acquistano carattere vincolante per chiunque faccia parte del Pdl, sia che le abbia condivise sia che si sia espresso in dissenso.

 


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