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SCENARIO/ 1. Lupi (Pdl): caro Fini, a chi giova l’inutile spaccatura con Berlusconi?

Il vicepresidente della Camera MAURIZIO LUPI espone il suo punto di vista sulle polemiche interne al Pdl che stanno caratterizzando il dibattito politico di questi giorni

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Sono ancora vivi gli echi dell’acceso diverbio televisivo con Italo Bocchino e Adolfo Urso avvenuto durante la trasmissione di Gianluigi Paragone “L’ultima parola”. Il video che lo documenta rimane a oggi uno dei più cliccati su youtube.

 

Ed è proprio da questa constatazione che vorrei partire per giudicare quanto sta accadendo nella politica italiana e nel Pdl. Anzitutto una politica rissosa e urlata attira i tifosi, ma allontana i cittadini perché non si pone come servizio e non dà spazio alla centralità della persona e alla costruzione del bene comune. In una parola non è ciò che dovrebbe essere.

Questo non significa che non debba esserci confronto, anche acceso se necessario, ma mai e poi mai deve venire meno il rispetto dell’altro e della sua storia. Valgono ancora i continui richiami del Presidente Napolitano per una politica che non veda nell’altro il nemico da abbattere, ma sia protesa alla costruzione del bene comune, all’interno di un contesto di reale “bipolarismo mite”.

L’aspetto più grave infatti del dibattito non sono state le urla, che possono anche essere indice di passione politica, quanto il fatto che per sostenere una posizione si arrivi ad attaccare la mia radice, la mia storia, ciò che ho di più caro, Comunione e Liberazione, movimento ecclesiale di educazione alla fede.

È infatti grazie alla propria storia e agli ideali che ciascuno vive che si possono costituire partiti e fare presenza politica. E la solidarietà che ho ricevuto da tantissimi colleghi è innanzitutto la stima nei confronti di una esperienza personale mia e di altri amici che in piena libertà e assumendosi la propria responsabilità continuano a vivere quella storia.


In secondo luogo il dibattito interno al Pdl. Le posizioni espresse in questi giorni risultano alla maggioranza degli italiani incomprensibili, più legate a personalismi che non a questioni di fondo. Tanto che si è partiti dalla volontà di costituire gruppi autonomi per arrivare alla richiesta di poter esprimere e difendere le proprie idee, cosa non solo legittima, ma scontata.

Incomprensibile anche perché il Governo è uscito rafforzato dall’ultima tornata elettorale nella sua leadership e nella sua alleanza. Ci aspettano quindi tre anni di governo nei quali procedere spediti verso la sfida del cambiamento e delle riforme. A partire da quelle già instradate, come il federalismo fiscale, il lavoro, la riforma dell’università.

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COMMENTI
22/04/2010 - Vivere senza menzogna (bruno angelini)

Bruno Angelini (Rimini) Buon lavoro, Presidente Lupi!! “A questo punto venne fuori con forza il ‘segno di contraddizione’ che eravamo per gli altri all’interno dell’università e poi della città di Roma: molte volte eravamo considerati cristiani ‘di sinistra’ e, quindi, attaccati, culturalmente e fisicamente, dalla destra, soprattutto dal FUAN, in particolare a Giurisprudenza, dove aveva allora una presenza abbastanza significativa “mentre altre volte, e questo emerse soprattutto in occasione del referendum, eravamo considerati cattolici ‘di destra’ e ‘integralisti’, e quindi attaccati – anche qui, culturalmente e fisicamente – dalle formazioni extraparlamentari di sinistra, e politicamente dallo stesso Partito Comunista. E’ proprio di quest’anno 1974 infatti una serie di aggressioni che avvengono nei nostri confronti in diverse sedi universitarie italiane”. (pagg 44-45) S. Allevato, P. Cerocchi, (2009), “La P38 e la mela. Una presenza cristiana a Roma negli anni di piombo”, Itacalibri, Castelbolognese

 
22/04/2010 - IL PRODIGO MEGADORO (celestino ferraro)

(Altera manu fert lapidem, panem ostentat altera - Plauto) In un accesso delirante d’impotenza, Fini s'è fatto sgamare da Berlusconi è ha scoperto le sue batterie: polveri bagnatissime. Ha creduto di trovarsi al confronto di quegli stupidi che gli mozzavano la frase in bocca subissandolo di applausi (il Nerone di Petrolini): gli è andata male. Dovrà immediatamente provvedere alle salmerie, alla sussistenza, ai mercenari da assoldare (non più abbindolabili dalle sue chiacchiere, il "male" assoluto è stato già scoperto), e a tutto ciò che gli sarà necessario per la lunga traversata del deserto. Truppe cammellate sono già in agguato e lo attendono “all'oasi delle Elezioni" per dargli la mazzata finale. Poveretto! Poco più di due anni di presidenza parlamentare: un’ immolazione al dio sbagliato. Per chi viene da una lunga astinenza del potere, averne a disposizione tanto è stato un danno malefico, un'ubriacatura da Lot incestuoso, che stuprò le figlie fuggite da Sodoma peccaminosa e sodomita. Celestino Ferraro

 
22/04/2010 - Sono di CL anch'io (Luigi PATRINI)

Caro Lupi, mi fa piacere sentire che “Comunione e Liberazione è un movimento ecclesiale di educazione alla fede”, che ciascuno si assume in politica “la propria responsabilità”: lo diceva anche il nostro comune Amico don Luigi Giussani. Anch'io sono di CL. Perché critichi le correnti-“metastasi della politica” di Fini? Non le ha definite così anche il tuo amico Berlusconi? Io sono uscito dal Partito-azienda del cavaliere, perché non mi pare proprio che quel partito fosse “un partito dove si incontrano storie diverse, ma unite da un’unica concezione della persona, della libertà, della responsabilità, della sussidiarietà”, come tu dici: mi sembrava e mi sembra sempre più un “partito monarchico nella gestione e anarchico nei valori”, come ha scritto un altro nostro comune amico, Magdi Allam. E’ per questo che ne sono uscito. Non capisco comunque come possiate permettervi di far identificare il PdL come partito dei ciellini! Sono nell’UDC di Buttiglione: questo partito non mi entusiasma, ma ci sono meno obiezioni alla mia storia ed alla mia identità di quante ne trovi tu tra i tuoi amici del PdL. Buona fortuna! Luigi Patrini - Gallarate

 
22/04/2010 - solidarietà (Luca Galeazzo)

Non so se all'On. Lupi sia di conforto o possa far riflettere ancor più sui "tipi" di alleati, ma nella mia esperienza amministrativa comunale (2001-2006)l'unico affronto che ho dovuto subire durante un incontro di giunta comunale ( FI-AN-UDC )riguardava la mia esperienza personale in Comunione e Liberazione: in quell'occasione a "minacciarmi fisicamente" fu il vicesindaco aennino! Poi dimessosi per evidenti contrasti con la giunta! Si ricandidò successivamente in una lista civica con la Lega, spaccando la precedente maggioranza,riuscendo così a far prevalere alle elezioni il PD!