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SCENARIO/ 2. Gasparri: noi ex An stiamo con Berlusconi, Fini è senza truppe

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Si può anche sostenere che alcuni parlamentari non fanno parte della Direzione, ma con 11 voti su 170 diventa difficile per la minoranza fare qualcosa di diverso. La stragrande maggioranza degli ex An non li segue: un conto è firmare la solidarietà a Fini, un altro è seguirlo in un gruppo. Il documento firmato da me, Alemanno, La Russa e Matteoli che invece conferma la validità del Pdl supererà le cento firme.
In questo momento la minoranza finiana mi sembra in pratica sopravvalutata e sovrarappresentata, basti pensare che all’ufficio di Presidenza gli ex An sono 9, di cui 4 della minoranza. E’ troppo, ma non ci appelleremo al Tar per questo.
 
Non sembrano esserci le forze quindi per un nuovo “Partito della Nazione”, anche se lo stesso Fini ha promesso a Bondi “scintille in Parlamento”…

Partiti nuovi ne possono nascere anche due al giorno, la cosa difficile è farli votare. In Parlamento invece bisognerebbe ricordarsi che siamo chiamati a rappresentare qualcuno, non a esercitare il nostro gusto personale in maniera bizzarra.

Spesso si dice che il Pdl non avrebbe nulla da invidiare in quanto a democrazia rispetto alla vecchia Alleanza Nazionale. Lei cosa ne dice?


Questo sarebbe ingeneroso. Non bisogna mitizzare il passato, ma nemmeno sostenere che non ci fosse democrazia in An. La lunga vita di un partito vede momenti di maggiore e minore confronto, questo vale sia per Alleanza Nazionale che per il Popolo della Libertà. Ironia della sorte, quando Fini decise di entrare nel Pdl non ci fu nessuna consultazione, per me non fu un problema perchè ero d’accordo, ma effettivamente nessuno mi chiese come la pensavo. 

Come si spiega lo scollamento tra Fini e la sua Vecchia Guardia?

Ieri ho citato Galli della Loggia: Fini ha cambiato il suo pensiero di 180 gradi, entrando in conflitto con le sue vecchie idee e con il proprio elettorato. Chi cambia le sue opinioni per me non è un traditore, figuriamoci chi come noi è rimasto coerente.

Come si è spiegato questo suo mutamento? 

 

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COMMENTI
23/04/2010 - E bravo Maurizio! (sandra fei)

E bravo Maurizio! La tua moderazione e la tua magnanimità, pur non mancando di colpire il bersaglio bien comme il faut, mi fa molto piacere. E' un buon esempio da dare, non solo all'interno del PdL, ma anche alla gente che vi guarda attonita. Sento comunque nelle tue parole un po' di malinconia e ti capisco. E' triste vedere una persona (Gianfranco), con la quale si è sperato, si è combattuto, si è creduto fino in fondo ad un progetto che portasse l'Italia sempre al meglio, ridursi in queste condizioni. Ieri, per chi ha vissuto il vecchio partito in trasformazione con entusiasmo e voglia di farcela (come me finché mi avete accettata), lo spettacolo che si presentava era, non solo penoso, ma triste. E tutti ci siamo chiesti cosa significasse tanta rabbia per delle idee che volendo si possono sempre discutere... Con la tua "nuova" saggezza e quella di Ignazio, cercate di arginare i danni che vuol procurare al PdL, perché quei danni rischiano di essere terribili per il popolo italiano, per tutto il paese. Siamo in tanti a contare su di voi, uomini ragionevoli e magnanimi. Fate uno sforzo in più, non solo e non tanto per Berlusconi, ma per noi che votiamo, che soffriamo di questa situazione e che desideriamo vivere di nuovo l'entusiamo del "fare concreto" nelle cose grandi di cui tanto ha bisogno il nostro paese. Forza, noi siamo con voi!

 
23/04/2010 - Né con Berlusconi né con Fini (nicola itri)

Personalmente rispetto al documento proposto ieri dalla direzione del PDL mi sarei astenuto.Pur non convidendo tutti i modi e i temi proposti da Fini nel suo intervento mi sembra che mai come oggi il PDL abbia la necessità di discutere al suo interno gli obiettivi del suo programma elettorale che non va considerato un totem da prendere o lasciare. Che questo poi significhi far nascere una "corrente" mi sembra in questo caso far parte del gioco democratico e non debba costituire per forza un fattore di corruzione, di metastasi, come ha sostenuto Silvio Berlusconi. Penso poi che l'on. Fini andrebbe coinvolto nel governo e l' averlo invitato perentoriamente, come è stato fatto dal presidente del PDL Silvio Berlusconi, a lasciare la presidenza della Camera, non ha fatto altro che acuire la rottura politica nella direzione di ieri.

 
23/04/2010 - cacciare dal partito il reprobo (celestino ferraro)

Il medico pietoso fa la piaga velenosa. Bisogna essere drastici, il Fini va messo alla porta, al più presto, prima che faccia altri sconquassi. Va isolato e bisogna presentare subito una mozione di sfiducia contro il presidente della Camera che ha tradito il mandato elettorale. Deve lasciare la presidenza di Montecitorio, vada a fare politica là dove per trent'anni è stato relegato dai PCI: nelle fogne. La prassi non lo prevede, ma anche nei confronti del ministro Mancuso non era prevista ed ebbe l'avallo del Capo dello Stato. Che sia un traditore lo dimostrano le braccia aperte di D'Alema che accoglie Fini come un eroe dei "DUEMONDI". "Intrlocutore privilegiato", così lo definisce D'Alema: sempre pronto a inciuci o a patti della "CROSTATA" che lo mantengano a galla nella palude dei DS. CF