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SCENARIO/ 2. Gasparri: noi ex An stiamo con Berlusconi, Fini è senza truppe

Pubblicazione:venerdì 23 aprile 2010

Gasparri_R375.jpg (Foto)

La Direzione Nazionale del Popolo della Libertà di ieri ha fatto registrare un salto di qualità nel conflitto tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. Lo scontro, senza esclusione di colpi e alla luce del sole, ha confermato ciò che da mesi filtra dalle voci di corridoio e sembra sancire la rottura, probabilmente definitiva, di un rapporto umano e politico.
Il documento conclusivo ha escluso la possibilità che si formino delle correnti, resta però difficile prevedere se si verificherà o meno una scissione. Maurizio Gasparri, ex colonnello di Alleanza Nazionale, oggi Presidente del gruppo Pdl al Senato, ne ha discusso con IlSussidiario.net.

L’appuntamento di ieri, già alla vigilia, aveva l’aspetto di una resa dei conti. Si aspettava però un epilogo di questo tipo?


Speravo in un confronto sereno, ma la tensione che si era accumulata in questi giorni con gli annunci di gruppi autonomi e scissioni su giornali non poteva che esplodere alla Direzione Nazionale. Tutti hanno notato una sproporzione, però, tra le richieste che Fini ha esposto pubblicamente, tra l’altro largamente accettabili, e ciò che invece aveva dichiarato nei colloqui riservati. E’ difficile infatti credere che si possa spaccare un partito perché si è discusso poco della riforma delle pensioni.

Quali previsioni si sente di fare a questo punto?


Ci sono gravi responsabilità di governo che incombono sul Pdl, spero che ne tengano conto tutti, anche se è difficile essere ottimisti. L’ipotesi di costituire gruppi autonomi sembra sia stata esclusa dagli stessi finiani, non resta che lavorare per migliorare il dialogo senza cristallizzarsi in correnti stabili.

Basterà?

Dipende da come si vuole stare nel partito, se si accetta il confronto o se si punta all’ostruzionismo. A volte mi sono trovato più vicino a Berlusconi, altre a Fini. Il confronto è importante, ma alla fine bisogna accettare la decisione della maggioranza. Per immaginarsi altri scenari servirebbero invece dei numeri diversi.

Si riferisce agli undici voti contrari al documento conclusivo?

 

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COMMENTI
23/04/2010 - E bravo Maurizio! (sandra fei)

E bravo Maurizio! La tua moderazione e la tua magnanimità, pur non mancando di colpire il bersaglio bien comme il faut, mi fa molto piacere. E' un buon esempio da dare, non solo all'interno del PdL, ma anche alla gente che vi guarda attonita. Sento comunque nelle tue parole un po' di malinconia e ti capisco. E' triste vedere una persona (Gianfranco), con la quale si è sperato, si è combattuto, si è creduto fino in fondo ad un progetto che portasse l'Italia sempre al meglio, ridursi in queste condizioni. Ieri, per chi ha vissuto il vecchio partito in trasformazione con entusiasmo e voglia di farcela (come me finché mi avete accettata), lo spettacolo che si presentava era, non solo penoso, ma triste. E tutti ci siamo chiesti cosa significasse tanta rabbia per delle idee che volendo si possono sempre discutere... Con la tua "nuova" saggezza e quella di Ignazio, cercate di arginare i danni che vuol procurare al PdL, perché quei danni rischiano di essere terribili per il popolo italiano, per tutto il paese. Siamo in tanti a contare su di voi, uomini ragionevoli e magnanimi. Fate uno sforzo in più, non solo e non tanto per Berlusconi, ma per noi che votiamo, che soffriamo di questa situazione e che desideriamo vivere di nuovo l'entusiamo del "fare concreto" nelle cose grandi di cui tanto ha bisogno il nostro paese. Forza, noi siamo con voi!

 
23/04/2010 - Né con Berlusconi né con Fini (nicola itri)

Personalmente rispetto al documento proposto ieri dalla direzione del PDL mi sarei astenuto.Pur non convidendo tutti i modi e i temi proposti da Fini nel suo intervento mi sembra che mai come oggi il PDL abbia la necessità di discutere al suo interno gli obiettivi del suo programma elettorale che non va considerato un totem da prendere o lasciare. Che questo poi significhi far nascere una "corrente" mi sembra in questo caso far parte del gioco democratico e non debba costituire per forza un fattore di corruzione, di metastasi, come ha sostenuto Silvio Berlusconi. Penso poi che l'on. Fini andrebbe coinvolto nel governo e l' averlo invitato perentoriamente, come è stato fatto dal presidente del PDL Silvio Berlusconi, a lasciare la presidenza della Camera, non ha fatto altro che acuire la rottura politica nella direzione di ieri.

 
23/04/2010 - cacciare dal partito il reprobo (celestino ferraro)

Il medico pietoso fa la piaga velenosa. Bisogna essere drastici, il Fini va messo alla porta, al più presto, prima che faccia altri sconquassi. Va isolato e bisogna presentare subito una mozione di sfiducia contro il presidente della Camera che ha tradito il mandato elettorale. Deve lasciare la presidenza di Montecitorio, vada a fare politica là dove per trent'anni è stato relegato dai PCI: nelle fogne. La prassi non lo prevede, ma anche nei confronti del ministro Mancuso non era prevista ed ebbe l'avallo del Capo dello Stato. Che sia un traditore lo dimostrano le braccia aperte di D'Alema che accoglie Fini come un eroe dei "DUEMONDI". "Intrlocutore privilegiato", così lo definisce D'Alema: sempre pronto a inciuci o a patti della "CROSTATA" che lo mantengano a galla nella palude dei DS. CF