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TARIFFE POSTALI/ Toccafondi (Pdl): ecco la soluzione al “pasticcio” del Governo

Pubblicazione:venerdì 23 aprile 2010

posteR375.jpg (Foto)

Guardi, non mi fossilizzerei sulla forma. Trovo molto più preoccupante il decreto interministeriale: scritto il 30 marzo, emanato il 31 e in vigore dal primo aprile, quello è stato davvero un’amara sorpresa. L’atteggiamento del governo non lo giudico né positivo né negativo, ma realistico: il problema di soldi che non ci sono c’è, purtroppo. Nei primi tre mesi del 2010 sono stati spesi 50 milioni, la spesa annuale arriverebbe a 200 milioni, ma non ce ne sono più. Non si può spendere quello che non si ha. Peraltro, sono anni che gli stanziamenti di bilancio dello Stato non coprono le compensazioni dovute a Poste italiane, che vanta crediti per diversi milioni di euro. Dall’altra parte, un decreto fatto in fretta e furia, senza sentire i soggetti beneficiari, ha creato enormi guai a questi ultimi. Insomma, la soluzione è stata peggiore del problema e oggi centinaia di migliaia di case editrici, testate diocesane e non profit rischiano di chiudere. Contavano su un tot di abbonamenti e ora non se li ritrovano più a causa dell’eliminazione delle tariffe agevolate. Che erano dovute per legge.

 

Come se ne esce? E lei personalmente cosa intende fare?

 

Se ne esce da un lato, riformando tutto il settore dei contributi all’editoria, tagliando i finanziamenti a pioggia, premiando i giornali veri, forti di abbonamenti reali e che applicano contratti di categoria, e, dall’altro, trovando una soluzione tampone ma dall’applicazione immediata per le tariffe agevolate perché ogni settimana che passa crea altre perdite. Presenterò una nuova interpellanza al governo per far sì che ottenga, da Poste italiane - cui dovrebbe interessare tenersi tali clienti - un vero e serio sforzo e si arrivi a un accordo che assicuri una tariffa il più possibile agevolata almeno per il 2010. Si tratta di una soluzione-tampone, ma il problema ora è vivere o morire. Bisogna farlo subito, anche per evitare oltre al danno la beffa: un accordo diversificato di Poste solo con i grandi clienti.

 

(L’intervista è tratta dal numero di Vita oggi in edicola)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
23/04/2010 - Proposta Alternativa (Antonio Servadio)

Il lettore Francesco Prati espone un punto di vista forse impopolare ma autenticamente serio. Le soluzioni migliori sono quelle più creative, più lungimiranti.

 
23/04/2010 - Proposta alternativa. (Francesco Prati)

Capisco il problema in questione, ma non condivido la soluzione proposta: se "centinaia di migliaia di case editrici.... rischiano di chiudere" non è dovuto al costo "intero" delle spedizioni, ma, probabilmente, perchè i clienti non sono disposti ad acquistare al "costo reale" il prodotto in vendita. Quindi condivido l'inutile spreco di risorse nei fondi all'editoria, ma aggiungerei che, anzichè costringere Poste Italiane a tariffe agevolate verso taluni, si potrebbe liberalizzare il mercato postale. Preferirei un mercato più competitivo in cui le tariffe fossero più basse per tutti, e non avere un monopolista di settore che applica tariffe agevolate a taluni e si rivale poi sui cittadini normali. Insomma, come si è permesso a Poste Italiane di entrare nel mondo bancario si dovrebbe permettere anche ad altri di entrare nel settore delle poste! Per concludere, capisco il disagio di un cambio di legge "repentino e non annunciato", ma trovo le affermazioni "Le agevolazioni tariffarie postali aiutano soprattutto chi se lo merita" e "Non è un regalo per nessuno" forvianti giacchè è lo Stato a decidere a tavolino "chi se lo merita", ed il costo poi ricade sulle persone comuni.