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TARIFFE POSTALI/ Toccafondi (Pdl): ecco la soluzione al “pasticcio” del Governo

Il parlamentare GABRIELE TOCCAFONDI spiega come rimediare al taglio delle agevolazioni postali che ha colpito il mondo non profit. L’intervista è tratta dal numero di Vita oggi in edicola

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«Il problema c’è, ma la strada individuata dal governo di cancellare le tariffe postali agevolate, non è la soluzione». L’onorevole Gabriele Toccafondi (fiorentino, classe 1972, sposato, due figlie), parlamentare da due legislature e capogruppo del Pdl all’interno della commissione Bilancio e Tesoro alla Camera, fa fare bella mostra di sé a uno slogan, sul suo sito Internet: «Al servizio di tutti, servo di nessuno».

Realista e concreto, non attacca il governo in cui si riconosce ma ha molto a cuore il vero dramma in cui le riviste diocesane e non profit sono cadute, dall’approvazione del decreto interministeriale Tesoro-Sviluppo Economico con cui sono state abolite, dal 1° aprile, tutte le tariffe postali agevolate.

L’interpellanza bipartisan che vedeva come primi firmatari gli onorevoli Bobba (Pd) e Lupi (Pdl), il governo per ora l’ha snobbata, mandando a rispondere non il sottosegretario competente (Paolo Bonaiuti), ma Guido Bertolaso. Bobba si è detto «profondamente insoddisfatto» della non-risposta, ma l’Intergruppo per la Sussidiarietà (di cui Toccafondi fa parte) ha allo studio nuove mobilitazioni.

Onorevole, anche lei ha firmato l’interpellanza bipartisan Bobba-Lupi. Con quali motivazioni?

Le agevolazioni tariffarie postali aiutano soprattutto chi se lo merita, a partire dagli enti non profit. Sono in molti a usufruirne e lo fanno per far arrivare la loro voce agli abbonati in tempo utile. Non è un regalo per nessuno, insomma, ma il riconoscimento di una utilità sociale. Inoltre, il venir meno improvviso di queste agevolazioni va a incidere su un tessuto economico di micro-imprese come le piccole case editrici, che vendono via abbonamento postale le loro riviste, di enti religiosi e centri diocesani, che fanno sentire la loro voce attraverso una rete storica di associati-abbonati, e, appunto, di enti non profit, che rischiano di dover chiudere i battenti e lasciare a casa migliaia di persone. Si tratta di un’attività sociale e culturale, invece, cruciale e strategica per il nostro Paese.

Già, peccato che il governo abbia snobbato anche l’interrogazione bipartisan Bobba-Lupi, alla Camera.

 

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COMMENTI
23/04/2010 - Proposta Alternativa (Antonio Servadio)

Il lettore Francesco Prati espone un punto di vista forse impopolare ma autenticamente serio. Le soluzioni migliori sono quelle più creative, più lungimiranti.

 
23/04/2010 - Proposta alternativa. (Francesco Prati)

Capisco il problema in questione, ma non condivido la soluzione proposta: se "centinaia di migliaia di case editrici.... rischiano di chiudere" non è dovuto al costo "intero" delle spedizioni, ma, probabilmente, perchè i clienti non sono disposti ad acquistare al "costo reale" il prodotto in vendita. Quindi condivido l'inutile spreco di risorse nei fondi all'editoria, ma aggiungerei che, anzichè costringere Poste Italiane a tariffe agevolate verso taluni, si potrebbe liberalizzare il mercato postale. Preferirei un mercato più competitivo in cui le tariffe fossero più basse per tutti, e non avere un monopolista di settore che applica tariffe agevolate a taluni e si rivale poi sui cittadini normali. Insomma, come si è permesso a Poste Italiane di entrare nel mondo bancario si dovrebbe permettere anche ad altri di entrare nel settore delle poste! Per concludere, capisco il disagio di un cambio di legge "repentino e non annunciato", ma trovo le affermazioni "Le agevolazioni tariffarie postali aiutano soprattutto chi se lo merita" e "Non è un regalo per nessuno" forvianti giacchè è lo Stato a decidere a tavolino "chi se lo merita", ed il costo poi ricade sulle persone comuni.