BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SCENARIO/ Folli: la nuova strategia del "doppio" Berlusconi

doppio_silvio_R375.jpg (Foto)



Escludendo l’espulsione di Fini, che comunque metterebbe in difficoltà la maggioranza nei due rami del Parlamento e rappresenterebbe una sconfitta politica, in linea teorica si potrebbe andare a elezioni anticipate. Sono però un processo complicato da gestire e per il quale serve molta abilità politica per evitare che le conseguenze ricadano su chi le ha provocate. Nel nostro sistema serve poi l’accordo con il Capo dello Stato. Per tutti questi motivi Berlusconi ha deciso di cambiare strategia.

Cosa intende?

Parlando di riforme condivise e tornando a essere conciliante Berlusconi prova la strada delle riforme, pur sapendo che saranno molto difficili da realizzare. Se l’obiettivo non sarà raggiunto avrà creato però le premesse per arrivare, con l’accordo di Napolitano, allo scioglimento delle Camere.

Nel frattempo il fatto che il Presidente della Camera stia portando avanti una battaglia politica può creare un cortocircuito istituzionale o comunque preoccupare il Colle?

Effettivamente Fini, facendo sia l’arbitro che il giocatore in campo, porta alle estreme conseguenze ciò che già era successo con Casini e Bertinotti, e crea uno squilibrio istituzionale che non può che preoccupare Napolitano, nonostante la grande sintonia che i due hanno avuto sin qui. L’ex leader di Alleanza Nazionale però non si dimetterà e il premier non può sfiduciarlo.

Tornando alle riforme, su quale tema si può realisticamente trovare un accordo con l’opposizione?

Innanzitutto occorre dire che la riforma presidenzialista in questo momento è fuori dal novero delle cose possibili, così come il patto repubblicano proposto da Bersani a Fini che dà a un centrosinistra senza posizione l’illusione di avere una linea. Bisognerebbe, invece, partire da riforme che aiutino il sistema produttivo a ritrovare competitività e ridiano slancio alle imprese, come l’alleggerimento del fisco.

Con quali risorse?

 


COMMENTI
27/04/2010 - BERLUSCONI'S SHADOW (celestino ferraro)

Non sarò tanto sciocco da abbandonarmi alle scoperte dell’ovvio né cadrò nel facilismo critico che fa d’ogni erba un fascio, ma la sbandata di “Repubblica”, per lo “Spartaco” insorto contro Berlusconi a rivendicare la sua libertà di leader (già Missino) d’azione e di pensiero, ho l’impressione che sia stata fin troppo frettolosa correndo il rischio di fare gattini ciechi per una mamma afflitta da frettolosità sgravidica. Sapendo che il problema di politica interna è saldamente nelle mani del Cavaliere, “la Repubblica” (quotidiano indipendente dal multiforme ingegno), sposta il tiro e lo concentra sull’economia, quella malaticcia che da decenni tormenta i “primari economisti” del Tesoro Italiano. L’Ellade sta là in tutta la sua epidemica virulenza, già i tassi d’interesse del debito pubblico greco sono schizzati a circa il 10%; s’insinua, da parte di “Repubblica”, che il prossimo turno dei mercati, che macineranno un altro debito pubblico vacillante, spetterà all’Italia, in pista di lancio per essere definitivamente ripulita di ogni velleità tremontiana che sbandiera la sua scienza economica come l’abracadabra miracoloso che ha messo l’Italia fra i Paesi a sicura solvibilità. Così auspicano e così vaticinano i profeti di “Largo Fochetti” che non vedono l’ora di poter ballare sulla cassa del morto. Se si dovesse giungere rapidamente allo scioglimento delle Camere, Fini resterebbe senza scranno, destinato a scomparire fra qualche mese dall'agone politico italiano, travolto