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SCENARIO/ Folli: la nuova strategia del "doppio" Berlusconi

Pubblicazione:martedì 27 aprile 2010

doppio_silvio_R375.jpg (Foto)

Né scissione, né elezioni. Queste le parole d’ordine di Gianfranco Fini pronunciate domenica nello studio televisivo di Lucia Annunziata e ribadite ieri nel colloquio con i fedelissimi.
Dopo lo scontro feroce con Berlusconi alla Direzione Nazionale del Pdl l'potesi di un gruppo autonomo dei finiani e quella di voto anticipato non sembravano poi così lontane. Lecito quindi parlare di passo indietro del Presidente della Camera, anche se nella maggioranza la tempesta non sembra passata. «Il Pdl sta camminando su una sottile lastra di ghiaccio - dice infatti Stefano Folli a IlSussidiario.net. La contrapposizione tra i due leader non è principalmente personale, è politica ed è destinata a venire a galla sempre di più».

L’invito alla collaborazione lanciato da Berlusconi agli avversari e la dichiarazione di fedeltà al governo da parte di Fini segnano una svolta in quella che è stata definita la crisi del Popolo della Libertà?

Nonostante le apparenze non è cambiato nulla. Siamo davanti ai risvolti mediatici di una questione politica permanente e ancora irrisolta: possono convivere due visioni del centrodestra così diverse, quella istituzionale di Fini e quella carismatica di Berlusconi? Il nodo non si è ancora sciolto perché se da un lato questa convivenza sembra impossibile, dall’altro la separazione non conviene a nessuno.

Quanto potrà durare, secondo lei, questo equilibrio precario?


Difficile dirlo, man mano che si avvicinerà il momento delle riforme le differenze emergeranno sempre di più. Sarà infatti molto difficile trovare una sintesi tra Bossi e Fini sul federalismo, o tra Fini e Berlusconi sul tema della giustizia. 

Se dall’interno del partito Fini è deciso a continuare la battaglia, dall’esterno la Lega ha ribadito di volere un unico interlocutore e non sembra intenzionata ad accettare ritardi sulla strada delle riforme. Berlusconi può in qualche modo uscire dall’angolo?
 

 

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COMMENTI
27/04/2010 - BERLUSCONI'S SHADOW (celestino ferraro)

Non sarò tanto sciocco da abbandonarmi alle scoperte dell’ovvio né cadrò nel facilismo critico che fa d’ogni erba un fascio, ma la sbandata di “Repubblica”, per lo “Spartaco” insorto contro Berlusconi a rivendicare la sua libertà di leader (già Missino) d’azione e di pensiero, ho l’impressione che sia stata fin troppo frettolosa correndo il rischio di fare gattini ciechi per una mamma afflitta da frettolosità sgravidica. Sapendo che il problema di politica interna è saldamente nelle mani del Cavaliere, “la Repubblica” (quotidiano indipendente dal multiforme ingegno), sposta il tiro e lo concentra sull’economia, quella malaticcia che da decenni tormenta i “primari economisti” del Tesoro Italiano. L’Ellade sta là in tutta la sua epidemica virulenza, già i tassi d’interesse del debito pubblico greco sono schizzati a circa il 10%; s’insinua, da parte di “Repubblica”, che il prossimo turno dei mercati, che macineranno un altro debito pubblico vacillante, spetterà all’Italia, in pista di lancio per essere definitivamente ripulita di ogni velleità tremontiana che sbandiera la sua scienza economica come l’abracadabra miracoloso che ha messo l’Italia fra i Paesi a sicura solvibilità. Così auspicano e così vaticinano i profeti di “Largo Fochetti” che non vedono l’ora di poter ballare sulla cassa del morto. Se si dovesse giungere rapidamente allo scioglimento delle Camere, Fini resterebbe senza scranno, destinato a scomparire fra qualche mese dall'agone politico italiano, travolto