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RIFORME/ Sartori sbaglia: confonde il nuovo federalismo con quello "costoso" del 2001

Pubblicazione:mercoledì 28 aprile 2010

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

Per fronteggiare questa situazione la COPAFF ha redatto uno schema unitario di comunicazione contabile che è poi stato recepito dal legislatore ed ha ora permesso di disporre di dati condivisi. In accordo con il ministero degli Interni si è inoltre provveduto a rielaborare le modalità di contabilizzazione delle esternalizzazioni effettuate dai Comuni e il ministero degli Interni ha consegnato alla COPAFF i dati di bilancio uniformati dei Comuni italiani. La COPAFF, inoltre, ha lavorato all’individuazione dei trasferimenti erariali - attribuiti alle Regioni per finanziare funzioni di competenza regionale - che dovranno essere fiscalizzati.

 

In sintesi, muovendosi su questi tre piani (codifica unitaria dei bilanci delle Regioni, dati dei bilanci dei Comuni, fondo unico) la COPAFF ha significativamente ampliato il data base utile ai fini dei propri compiti istituzionali, anche se rimane ancora da fare per pervenire alla banca dati unitaria delle amministrazioni pubbliche. In generale, la Commissione ha istituito al suo interno 6 gruppi di lavoro: 1) bilanci delle regioni e degli enti locali; 2) entrate delle regioni e degli enti locali; 3) fabbisogni, costi standard, LEA, LEP e funzioni fondamentali; 4) perequazione; 5) trasferimenti da sopprimere, interventi speciali, perequazione infrastrutturale; 6) coordinamento della finanza pubblica tra livelli di governo. I gruppi di lavoro hanno già svolto numerose riunioni. Il lavoro dei diversi gruppi costituiti all’interno della COPAFF dovrà convergere in un primo momento unitario di sintesi al fine della relazione che il Governo dovrà trasmettere al Parlamento entro il prossimo 30 giugno.

 

In sintesi, il lavoro sta procedendo e il mosaico da comporre è ampio, trattandosi di determinare le principali grandezze che descrivono lo scenario entro il quale andranno compiute le scelte politiche e tecniche fondamentali per l’attuazione del federalismo fiscale. Questi e i restanti argomenti verranno affrontati in modo previsivo appunto nella relazione che il Governo dovrà trasmettere alle Camere entro il 30 giugno di quest’anno, concernente “il quadro generale di finanziamento degli enti territoriali ed ipotesi di definizione su base quantitativa della struttura fondamentale dei rapporti finanziari tra lo Stato, le regioni a statuto ordinario e a statuto speciale, le province autonome e gli enti locali, con l'indicazione delle possibili distribuzioni delle risorse”.

 

 



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