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CALABRIA/ La speranza che vede già il futuro

Pubblicazione:martedì 6 aprile 2010

Calabria_MosaicoR375.jpg (Foto)

“Ieri mi hanno operato di un’ernia del disco - afferma l’imprenditore di un’azienda di condizionatori reggino, con una certa rigidità irrequieta di postura -, ma oggi non potevo non essere qui a confrontarmi con voi sull’opportunità di far crescere l’esperienza reale della Compagnia delle Opere, perché l’aiuto avuto con il risparmio delle convenzioni bancarie è stato così fondamentale per la mia azienda che non potevo esimermi dal dimostrarvi oggi la mia gratitudine, malgrado la sofferenza di trovare una posizione giusta su questa sedia”. Reggio Calabria

 

“Con i miei problemi di tossicodipendenza non riuscivo a rendermi conto del grave rischio di sperperare l’esperienza preziosa di mio padre in campo turistico in questo scorcio incantevole della costa tirrenica. Poi lui ha rischiato su di me, dandomi le chiavi dell’impresa e sbattendomi in faccia la responsabilità di assumermi l’impegno della vita mia e della mia famiglia. Sono qui oggi perché riconosco la bellezza del mettersi in gioco e di mettere insieme le forze per crescere in qualità e competenza”. Scalea (CS)

 

“Venivano a trovarmi amici o amici degli amici a cui ripetutamente sentivo affermare ‘Ma che bello sto posto!’, e io, cominciandolo a guardare con i loro occhi, mi sono accorta che era veramente vero, e ho investito le mie forze e i miei capitali nella costruzione di due Bed and Breakfast che sono diventati opportunità di lavoro per mio figlio e lentamente provocazione anche per altri giovani del posto ai quali continuo a dire che la Calabria è troppo bella per essere abbandonata così senza parole e che bisogna crederci per poterne favorire lo sviluppo”. Civita (CS)

 

Questa è la Calabria che interessa e a cui bisogna dare voce. La crisi di cui è portatrice è realisticamente profonda, nell’aspetto culturale e di mentalità prima ancora che economico, ma i fatti raccontati non sono i pochi, splendidi fiori di un terreno notoriamente arido: sono la risposta, silenziosamente diffusa, di una terra che resiste tenacemente a fattori e circostanze in verità del tutto ignote alle regioni più ricche e fortunate della penisola.

 

La gente calabra ha una dignità antica che sul territorio è più incontrabile di quanto si pensi e che è pronta a ricominciare sempre, perché da sempre avvezza alle avversità. Forse bisogna cominciare a guardarla, iniziando da chi ci vive, con altri occhi, con quegli occhi di amore e di rispetto per la sua esistenza, al di là delle sue caratteristiche strutturali, che possono ridarle la consapevolezza di essere protagonista nella storia, non secondo i parametri del potere, ma secondo quelli della libertà di espressione alla quale ha sempre aspirato.

 

“La condivisione dei beni e delle risorse, da cui proviene l'autentico sviluppo, non è assicurata dal solo progresso tecnico e da mere relazioni di convenienza, ma dal potenziale di amore che vince il male con il bene (cfr Rm 12,21) e apre alla reciprocità delle coscienze e delle libertà.” (Caritas in veritate)

 

Comunque che qualcuno viva così è già oggettivamente speranza per tutti.

 

(Carmela Bonifati, Presidente Compagnia delle Opere Calabria)



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