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SCENARIO/ Bersani molli il "golpista" Di Pietro e segua il laburista Togliatti

A. Di Pietro e P. Bersani (Imagoeconomica) A. Di Pietro e P. Bersani (Imagoeconomica)

Uscire dall’ammucchiata antiberlusconiana è per il Pd una scelta importante in quanto nel prossimo futuro la politica italiana si troverà ad affrontare temi che riguardano temi essenziali della vita dei cittadini come la salute e la giustizia. Questioni fondamentali come la cura del malato terminale, la reputazione e la libertà delle persone, la sicurezza dei cittadini richiedono che i politici le affrontino non con “durezza di cuore”. Abbiamo di fronte situazioni concernenti la sofferenza del singolo, della famiglia e della collettività che richiedono un approccio “in punta dei piedi” e non gente che salga sul ring nel segno dell’odio e del disprezzo verso punti di vista alternativi che vanno invece studiati e rispettati. Non è con politici-bulli, medici-bulli, giornalisti-bulli, magistrati-bulli che in Italia si possano discutere e definire gli approcci e le soluzioni su simili materie.

 

La scadenza più immediata per far uscire il bipolarismo italiano da un’alternativa “bullista” è sicuramente la celebrazione del prossimo 25 aprile. In particolare a Milano. Che cosa facciamo? L’ennesima gazzarra dove teppisti ed estremisti insultano i rappresentanti delle istituzioni e legittimano l’opposizione violenta allo Stato? Cosa intendono fare Bersani e Penati? Far finta di nulla, cadere dalle nuvole e ridere sotto i baffi mentre gli estremisti diventano i “padroni di casa” dell’antifascismo? Intendono recitare la vecchia scena degli anni ’50 in cui i comunisti si vantavano di essere i soli e i veri democratici, che “integravano” le masse dello Stato, ma lamentandone la gran fatica dato che la classe operaia era per sua natura “rivoluzionaria” ed il governo “reazionario”?

 

Da tempo si prepara la celebrazione del prossimo 25 aprile a Milano nel peggiore dei modi. Si fanno riunioni di partigiani al motto dei “fischi democratici”. Già nel cosiddetto “Comitato antifascista per la difesa permanente dell’ordine pubblico repubblicano” si organizza la messa in scena di una manifestazione indetta “unitariamente”, ma da svolgere “settariamente”. Napolitano è stato invitato, ma ha rifiutato di venire. Si è quindi passati ad ipotizzare la presenza di un ex Capo dello Stato, ma la proposta di far venire Francesco Cossiga è stata subito sprezzantemente scartata. E così anche per quanto riguarda la partecipazione delle istituzioni locali si vorrebbe evitare che Formigoni possa prendere la parola. E se lo farà sono pronti “i fischi democratici”.

Il Comitato Antifascista originariamente venne promosso dal sindaco socialista Aldo Aniasi dopo la strage di piazza Fontana con l’obiettivo di radunare il più ampio arco democratico di istituzioni e partiti. La presidenza doveva essere ricoperta a rotazione annuale da esponenti dei vari partiti, ma rimase al comunista perché in quell’inizio degli anni ’70 i vertici di Comune, Provincia e Regione erano Dc e Psi. Oggi quel Comitato è diventato tutt’altra cosa: vede come soggetti politici solo i partiti dell’opposizione di sinistra (Pd, Sd, Prc, Sdi, Pdci) con categorica esclusione degli enti locali e degli altri partiti antifascisti.

 

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COMMENTI
06/04/2010 - molli il golpista ? (ennio rossi)

Non penso che Bersani debba mollare Di Pietro. Tutti e due si devono integrare cercando di modificare le loro asperità. Per prendere i voti del centro il PD deve smettere di essere il paladino di quelle iniziative contrarie ai valori etici della vita, che sono in alcun modo negoziabili. Queste iniziative le deve lasciare ai nostalgici del PC.

 
06/04/2010 - Illusioni (Alberto Pennati)

Non ritengo Bersani un politico in grado di essere leader e quindi non lo ritengo neppure capace di fare un salto di qualità sia per il suo partito che per la sinistra. E neppure credo che il pd al suo interno abbia una persona di elevata statura morale che sia in grado di fare un passo del genere; preferiscono tenersi buoni i magistrati, ex e non (la spada di Damocle può sempre tagliare qualche testa). D'altra parte chi è cresciuto con idee che hanno ritenuto ed ancora ritengono stati totalitari esempi e miti che gustificano anche il massacro degli avversari, non credo sia in grado di cambiare rotta. Al contrario, sono disposti a recitare parti anche di terzo piano, purchè si abbatta con ogni mezzo l'odiato Berlusconi (oggi, e domani?).