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Politica

SCENARIO/ Bersani molli il "golpista" Di Pietro e segua il laburista Togliatti

A. Di Pietro e P. Bersani (Imagoeconomica)A. Di Pietro e P. Bersani (Imagoeconomica)

Il Pdl è oggi il partito dei Presidenti del Senato, della Camera, del Governo, della Regione, della Provincia e del Sindaco di Milano. Neofascismo?

Già il prossimo 25 aprile Bersani dovrà quindi scegliere se far parte dei “furbetti dell’antifascismo” o celebrare la Liberazione come Palmiro Togliatti al Congresso ricostituivo del Pci nel 1945: «Ricorderemo in eterno i soldati e gli ufficiali inglesi, degli Stati Uniti, della Francia, dell’Africa del sud, dell’Australia, del Brasile, i quali hanno lasciato la loro vita o versato il sangue loro per la liberazione del suolo della nostra patria. Il loro nome vivrà nel cuore del nostro popolo».

 

L’anno scorso grazie al discorso di Giorgio Napolitano che riportava in primo piano il ruolo dei militari nella fondazione della Resistenza (a cui si associava il discorso di Berlusconi in Abruzzo) il 25 aprile rappresentò una giornata in cui la memoria dei caduti della lotta di liberazione fu celebrata in modo più degno che in passato, ma Milano rimase teatro dei “fischi democratici”. Se per antiberlusconismo si vuol fare carta straccia della Resistenza la via che si imbocca è quella di una sinistra eternamente minoritaria, immobile in una “gran bonaccia delle Antille” come era il Pci degli anni ’50 dopo la sconfitta del Fronte Popolare. All’epoca il Pci aveva personalità come Pietro Secchia e Giancarlo Pajetta, oggi il Pd li sostituirebbe con un Antonio Di Pietro ed un Michele Santoro.

 

 

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COMMENTI
06/04/2010 - molli il golpista ? (ennio rossi)

Non penso che Bersani debba mollare Di Pietro. Tutti e due si devono integrare cercando di modificare le loro asperità. Per prendere i voti del centro il PD deve smettere di essere il paladino di quelle iniziative contrarie ai valori etici della vita, che sono in alcun modo negoziabili. Queste iniziative le deve lasciare ai nostalgici del PC.

 
06/04/2010 - Illusioni (Alberto Pennati)

Non ritengo Bersani un politico in grado di essere leader e quindi non lo ritengo neppure capace di fare un salto di qualità sia per il suo partito che per la sinistra. E neppure credo che il pd al suo interno abbia una persona di elevata statura morale che sia in grado di fare un passo del genere; preferiscono tenersi buoni i magistrati, ex e non (la spada di Damocle può sempre tagliare qualche testa). D'altra parte chi è cresciuto con idee che hanno ritenuto ed ancora ritengono stati totalitari esempi e miti che gustificano anche il massacro degli avversari, non credo sia in grado di cambiare rotta. Al contrario, sono disposti a recitare parti anche di terzo piano, purchè si abbatta con ogni mezzo l'odiato Berlusconi (oggi, e domani?).