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IL CASO/ La cara tariffa postale che spedisce i poveri a quel paese

Pubblicazione:giovedì 8 aprile 2010

Poste_LettereR375.jpg (Foto)

Forse non ci si è resi conto che si è sparato con l'obice per abbattere una zanzara, per danneggiare qualche presunto nemico ideologico, e si colpiscono gravemente le associazioni non profit in alcune delle attività fondamentali per il loro sostentamento: la sensibilizzazione, l’informazione e la raccolta fondi.

 

E poi non venite a farci la morale sull’astensionismo, anzi, mettete una tassa sul voto, così capirete chi vi è veramente fedele...

 

(Marco Lucchini)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
08/04/2010 - Grazie a Robert Kotler (alessandro giudici)

per il link sulle cifre. Ora e' piu' chiaro. Sicuramente e' un impatto rilevante e negativo dal punto di vista della gestione ordinaria di quest'anno. Per cui una soluzione va sicuramente trovata. Anche perche' i benefici netti per lo Stato, come fanno giustamente notare su vita.it, saranno sicuramente negativi. D'altra parte, concordo con Emanuele che a regime sia piu' "giusto" un meccanismo basato su aumento delle detassazione delle donazioni, agevolazioni fiscali e simili che uno basato su sussidi come questo delle tariffe postali. Peraltro, su vita.it indicano che il decreto prevede eventuali nuove agevolazioni. Secondo me bisogna la battaglia e' sul breve periodo per far rientrare i fondi che verrebbero a mancare a causa dell'intempestivita' del provvedimento. Sul lungo invece bisognerebbe puntare alla normalizzazione del sistema dal punto di vista delle tariffe postali (che interessa anche altri settori come l'editoria, non necessariamente meritorie di un trattamento privilegiato) e ad un ribilanciamento conseguente per le associazioni no profit con meccanismi piu' sussidiari. Poi, ripeto, ovviamente il banco alimentare va sostenuto: questo non e' in discussione.

 
08/04/2010 - A proposito di cifre vere (Robert Kotler)

La richiesta del sig. Alessandro Giudici di poter avere un esempio reale delle conseguenze di questo decreto io l'ho trovata proprio sul sito del Banco Alimentare, www.bancoalimentare.it nella news intitolata: "Sconcerto per il decreto interministeriale sulle tariffe postali". Pazzesco!

 
08/04/2010 - Qualcuno puo' spiegare il meccanismo per favore? (alessandro giudici)

Sia da questo articolo che dall'appello su Vita non si capisce il meccanismo che era in vigore e che e' stato tolto. Era semplicemente che le non profit pagavano un "francobolo", etc calmierato? O qualche altro meccanismo di deduzioni/detrazioni? Il tutto risultava in minori entrate per le Poste (e i corriere?) o queste venivano coperte dallo Stato? Quali sono tutti gli altri soggetti su cui impatta il provvedimento? E soprattutto, al di la' dei numeri ad effetto (+500% e' una bella cifra ma significa poco di per se'...) qual e' l'effetto potenziale sul budget delle spedizioni delle non profit?? Ad esempio, sarebbe utile per capire quale sarebbe stato l'effetto sul budget del banco alimentare dell'anno passato se il provvedimento fosse gia' stato in vigore. Se non si vogliono dare i dati assoluti, almeno date quelli percentuali: sul totale dell'anno scorso dei costi del banco alimentare, quanto sarebbe stata la variazione percentuale causata da questo provvedimento? Se no, l'appello e l'articolo mi sembrano un "al lupo, al lupo" e concordo con Emanuele. Posto che il Banco Alimentare va sostenuto.

 
08/04/2010 - Appello (Lorenzo Maria Alvaro)

Una grande battaglia, quella sottolineata da Lucchini, che va combattuta innanzitutto rompendo il silenzio. Invito tutti a sottoscrivere l'appello lanciato da “Vita non profit magazine” che trovate al link http://www.vita.it/news/view/102170

 
08/04/2010 - Vero, ma... (Emanuele Bracco)

Ma che senso hanno questi 1500 differenti mini-sussidi a ogni singola differente componente della societa'? Questo e' il problema della spesa pubblica italiana, ci sono milioni di micro-sacche di sussidio e di privilegio, a volte per finalita' buone, altre meno, che nulla hanno a che fare con l'aiuto alla societa' ed al no-profit. Che senso ha uno sconto postale al no-profit? Perche' i clienti di poste italiane dovrebbero indirettamente sussidiare il terzo settore? Che lo stato detassi le donazioni ed estenda vantaggi fiscali, ma questo mi sembra solo un retaggio di politiche stile anni 80 quando tutto era statale, e lo stato usava le sue 2000 diverse incarnazioni per incrementare la spesa pubblica in modo piu' o meno clientelare.