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Politica

IL CASO/ La cara tariffa postale che spedisce i poveri a quel paese

Pubblichiamo la lettera di MARCO LUCCHINI, Direttore della Fondazione Banco Alimentare Onlus, che commenta il provvedimento del Governo che ha abolito le agevolazioni postali per il non profit

Poste_LettereR375.jpg(Foto)

Caro Direttore,

 

“i governativi” che hanno modificato le tariffe postali abolendo le agevolazioni alle non profit, non si sono accorti che non hanno “sparato in fronte” solo alle associazioni stesse ma a tutto il popolo, soprattutto ai meno abbienti. Nessuno di noi chiuderà, semplicemente potremo fare molto di meno.

Infatti, se fino al 1° aprile (data significativa per giocare un brutto scherzo) si poteva aiutare per 100, oggi si aiuterà per 33. Sicuramente non si chiuderà, perché un ideale non si chiude, ma si dovranno fare i conti con la realtà.

Eppure siamo nell'Anno europeo contro la povertà e il piano del governo per affrontare questo grave problema punta tutto sul dono, sulla compartecipazione dei singoli cittadini, del non profit, del profit e dello Stato.

Eppure siamo in uno dei periodi di crisi più gravi della storia. Eppure si elogia il volontariato e tutto il non profit perché riescono a sostenere un welfare statale cotto e bollito.

Eppure ci si è resi conto che Bertolaso sì, Bertolaso no, la Protezione Civile è tutta non profit (tolti esercito e pompieri).

Non si preoccupi il genio che ha pensato questo provvedimento: noi del Banco Alimentare saremo costretti a lavorare di meno ma, per favore, ditelo voi a quel milione e mezzo di italiani che tutti i giorni aspetteranno inutilmente da noi qualcosa da mangiare.

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COMMENTI
08/04/2010 - Grazie a Robert Kotler (alessandro giudici)

per il link sulle cifre. Ora e' piu' chiaro. Sicuramente e' un impatto rilevante e negativo dal punto di vista della gestione ordinaria di quest'anno. Per cui una soluzione va sicuramente trovata. Anche perche' i benefici netti per lo Stato, come fanno giustamente notare su vita.it, saranno sicuramente negativi. D'altra parte, concordo con Emanuele che a regime sia piu' "giusto" un meccanismo basato su aumento delle detassazione delle donazioni, agevolazioni fiscali e simili che uno basato su sussidi come questo delle tariffe postali. Peraltro, su vita.it indicano che il decreto prevede eventuali nuove agevolazioni. Secondo me bisogna la battaglia e' sul breve periodo per far rientrare i fondi che verrebbero a mancare a causa dell'intempestivita' del provvedimento. Sul lungo invece bisognerebbe puntare alla normalizzazione del sistema dal punto di vista delle tariffe postali (che interessa anche altri settori come l'editoria, non necessariamente meritorie di un trattamento privilegiato) e ad un ribilanciamento conseguente per le associazioni no profit con meccanismi piu' sussidiari. Poi, ripeto, ovviamente il banco alimentare va sostenuto: questo non e' in discussione.

 
08/04/2010 - A proposito di cifre vere (Robert Kotler)

La richiesta del sig. Alessandro Giudici di poter avere un esempio reale delle conseguenze di questo decreto io l'ho trovata proprio sul sito del Banco Alimentare, www.bancoalimentare.it nella news intitolata: "Sconcerto per il decreto interministeriale sulle tariffe postali". Pazzesco!

 
08/04/2010 - Qualcuno puo' spiegare il meccanismo per favore? (alessandro giudici)

Sia da questo articolo che dall'appello su Vita non si capisce il meccanismo che era in vigore e che e' stato tolto. Era semplicemente che le non profit pagavano un "francobolo", etc calmierato? O qualche altro meccanismo di deduzioni/detrazioni? Il tutto risultava in minori entrate per le Poste (e i corriere?) o queste venivano coperte dallo Stato? Quali sono tutti gli altri soggetti su cui impatta il provvedimento? E soprattutto, al di la' dei numeri ad effetto (+500% e' una bella cifra ma significa poco di per se'...) qual e' l'effetto potenziale sul budget delle spedizioni delle non profit?? Ad esempio, sarebbe utile per capire quale sarebbe stato l'effetto sul budget del banco alimentare dell'anno passato se il provvedimento fosse gia' stato in vigore. Se non si vogliono dare i dati assoluti, almeno date quelli percentuali: sul totale dell'anno scorso dei costi del banco alimentare, quanto sarebbe stata la variazione percentuale causata da questo provvedimento? Se no, l'appello e l'articolo mi sembrano un "al lupo, al lupo" e concordo con Emanuele. Posto che il Banco Alimentare va sostenuto.

 
08/04/2010 - Appello (Lorenzo Maria Alvaro)

Una grande battaglia, quella sottolineata da Lucchini, che va combattuta innanzitutto rompendo il silenzio. Invito tutti a sottoscrivere l'appello lanciato da “Vita non profit magazine” che trovate al link http://www.vita.it/news/view/102170

 
08/04/2010 - Vero, ma... (Emanuele Bracco)

Ma che senso hanno questi 1500 differenti mini-sussidi a ogni singola differente componente della societa'? Questo e' il problema della spesa pubblica italiana, ci sono milioni di micro-sacche di sussidio e di privilegio, a volte per finalita' buone, altre meno, che nulla hanno a che fare con l'aiuto alla societa' ed al no-profit. Che senso ha uno sconto postale al no-profit? Perche' i clienti di poste italiane dovrebbero indirettamente sussidiare il terzo settore? Che lo stato detassi le donazioni ed estenda vantaggi fiscali, ma questo mi sembra solo un retaggio di politiche stile anni 80 quando tutto era statale, e lo stato usava le sue 2000 diverse incarnazioni per incrementare la spesa pubblica in modo piu' o meno clientelare.