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SCENARIO/ Zanon: Napolitano offre l’ultimo salvagente a Berlusconi

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Diciamo che ora ci sono tutte le condizioni per lavorare. Il «fato» che governa le questioni politiche raramente mette a disposizione una congiuntura così favorevole, e per sfruttarla ci vuole un mix «machiavellico» di astuzia, capacità e fortuna. È vero, è l’ultima chiamata e da tanti punti di vista: anagrafico, per molti leader, e politico per Berlusconi, perché se non riesce adesso, possiamo dichiarare chiuso il capitolo riforme e non parlarne proprio più, se non altro per decenza.

 

Torniamo al legittimo impedimento. Ci sono i rischi di un ricorso alla Consulta?

 

Il rischio c’è, perché alla prima applicazione in sede giudiziaria qualsiasi tribunale può sollevare la questione davanti alla Corte. Ma la legge è ben costruita: essendo in vigore per un periodo non superiore ai 18 mesi e nelle more di una legge costituzionale definitiva, credo che la Consulta, di fronte al fatto che il legislatore avvia il procedimento di approvazione dello scudo costituzionale, ragionevolmente attenderebbe l’esito di questo processo. E che solo nel caso in cui vedesse che non si arriva in tempi ragionevoli a una conclusione, o che l’esito potrebbe essere negativo, solo a quel punto si sentirebbe legittimata a colpire la legge con una sentenza di incostituzionalità. Naturalmente se entro i 18 mesi la maggioranza non combina nulla, crolla tutta l’impalcatura.

 

Lei ha detto che occorre spiegare le cose al paese. Qualcuno ha già cominciato, ed è Di Pietro, ma per dire che la Costituzione è tradita e che serve un referendum.

 

Di Pietro fa il suo mestiere. Il referendum è più che legittimo, occorre però raccogliere le firme e prima di un anno non si riuscirebbe a fare la consultazione. Anche in questo caso, se ci si dovesse arrivare, sarebbe un’occasione in più per far capire agli italiani il senso di quello che si sta facendo.

 

 



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