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RIFORME/ Così l'ipotesi Berlusconi al Quirinale condiziona le scelte di Fini e della Lega

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Tutti i soggetti in gioco, cercano di dare una veste di sistema a un quadro di aspirazioni personali. Fini cerca di frenare lo straripante Berlusconi, il premier punta al Quirinale, mentre Bossi parla di premierato pensando alla figura di Giulio Tremonti.

Queste elezioni hanno cambiato i rapporti di forza tra questi leader?

Fini ha sicuramente avvertito l’impossibilità di continuare nella strategia dello “strappo”. Non ha più margini di agibilità, avendo puntato tutto su un risultato non soddisfacente per il Pdl. Ora potrà ritagliarsi il ruolo di mediatore con il centrosinistra per arrivare alle riforme, anche se ha già una discreta concorrenza.

Si riferisce a Calderoli?


Sì, anche se bisogna riconoscere che la carica istituzionale di Fini è la più adatta nel cercare un punto di incontro con l’opposizione. Per il centrosinistra poi il Presidente della Camera è l’interlocutore ideale.

I temi nell’agenda delle riforme sono molteplici, il centrodestra riuscirà a trovare una posizione comune?

Una volta sposato il modello francese, sul resto la maggioranza mi sembra abbastanza compatta, anche se prevedo delle dissociazioni di Fini sul tema della giustizia.

La regia delle riforme nelle mani della Lega preoccupa l’opposizione. Il successo elettorale del Carroccio ha messo Berlusconi sotto ricatto?