BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SCENARIO/ Tarquinio (Avvenire): il federalismo "litigioso" del governo fa male a impresa e famiglia

A un mese dal voto delle Regionali la stagione delle grandi riforme sembra destinata a continui rinvii. MARCO TARQUINIO, direttore del quotidiano cattolico Avvenire, analizza l’agenda politica italiana e i suoi nodi irrisolti

BerlusconiBossiFiniManifestazione_R375.jpg (Foto)

A un mese dal voto delle Regionali la stagione delle grandi riforme, annunciata all’inizio di un triennio senza tornate elettorali, sembra destinata a continui e ripetuti rinvii. La crisi greca, il travaglio della maggioranza con l’esplodere dello scontro Berlusconi-Fini e le dimissioni del ministro per lo Sviluppo Economico Scajola sono i fatti principali di un’ennesima congiuntura sfavorevole. Marco Tarquinio, direttore del quotidiano cattolico Avvenire discute con IlSussidiario.net l’agenda della politica italiana e i suoi nodi irrisolti.

Che aspettative è lecito avere, alla luce di quanto sta accadendo, in tema di riforme? I due schieramenti sembrano realmente intenzionati a collaborare?

Le aspettative sono notevoli per moltissimi italiani, lo stesso vale anche per chi, come me, è convinto che la Seconda Repubblica non sia mai nata. In questi sedici anni si è andata strutturando, infatti, una sorta di Prima Repubblica e Mezzo, frutto di pronunciate correzioni alla Costituzione materiale e di interventi poco meditati sulla Carta del 1948. Tutto ciò a causa del maggioritario e di una progressiva manomissione del ruolo del Parlamento, nonché, dal 2001 ad oggi, di una sostanziale elezione diretta del premier e di un mezzo-federalismo litigioso.

Per quale motivo a suo giudizio la Seconda Repubblica è rimasta incompiuta?

La Prima Repubblica e Mezzo non è mai diventata Seconda Repubblica per i veri e propri atti di guerra tra potere giudiziario e potere politico che hanno influito pesantemente sul dialogo, impedendo una legittimazione reciproca degli schieramenti. Si è ottenuta così la democrazia dell’alternanza in un clima bipolare, anche se il quadro istituzionale ha perso sempre più equilibrio. Non è un caso se oggi la classe dirigente viene percepita come una “casta” in misura maggiore rispetto che al passato.
Per tutti questi motivi mi auguro che la maggioranza di centrodestra e le sue due opposizioni (di centro e di centrosinistra) siano in grado di condividere un progetto armonicamente riformatore che aggiorni la seconda parte della Costituzione, dimostrando di saper pensare al futuro del Paese.

A proposito di opposizione di centro, Pier Ferdinando Casini ha lanciato la proposta di un “governo tecnico”, di “salute pubblica”, una scelta a suo dire inevitabile se si vuole raggiungere l’obiettivo delle riforme. Lei cosa ne pensa?

 

 

CLICCA IL PULSANTE QUI SOTTO PER CONTINUARE LA LETTURA DELL'ARTICOLO