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Politica

SCENARIO/ Folli: le ultime inchieste "consegnano" il governo a Lega e Tremonti

Giulio Tremonti e Umberto Bossi (Imagoeconomica)Giulio Tremonti e Umberto Bossi (Imagoeconomica)

 

Né l’uno né l’altra. In politica cose come queste si fanno per necessità, e Berlusconi vi è stato costretto per cercare di non esser soffocato da questa vicenda. Che ci riesca non lo sappiamo: può essere che i giornali abbiano scritto più di quello che sia in realtà; come può darsi che ci siano sorprese negative che ancora devono emergere. In ogni caso Berlusconi si trova a dover mandare un segnale forte all’opinione pubblica. Deve mostrare iniziativa, far vedere che lui è un uomo che non solo non ha niente a che fare con la rete del malaffare, ma che è anche in grado di prendere decisioni necessarie, per quanto dolorose.

 

Secondo lei la minoranza finiana potrebbe approfittarne?

 

Non c’è dubbio che Fini trova nell’inchiesta un’occasione per allargare il suo spazio politico. Sono sempre stato convinto che Fini possa essere più o meno insidioso per Berlusconi, ma che questo non dipenda da quanti deputati ha il presidente della Camera, perché quello che lo rende forte o debole è la possibilità di interpretare una certa opinione pubblica del centrodestra nel momento in cui il messaggio di Berlusconi non è più così forte.

 

In altre parole, Fini può solo sperare nell’arretramento di Berlusconi.

 

Sì. Fini non ha spazio presso l’opinione pubblica, ma nel momento in cui il messaggio di Berlusconi si indebolisce - e potrebbe essere questo il caso, anche se è presto per dirlo - ecco che una destra legata al principio di legge e ordine inevitabilmente guadagna consenso.

 

Umberto Bossi ha detto del governo che «finché ci siamo io, la Lega e Tremonti non lo buttano giù». Che ne pensa?

 

La frase di Bossi è molto significativa, perché parla del governo e di Tremonti ma non di Berlusconi. È una dichiarazione che non esprime un sostegno incondizionato al premier, che rimane implicito, mentre cita Tremonti, cioè l’uomo che in questo momento svolge una politica economica necessaria per il paese, dolorosa ma alla quale la Lega ha deciso di dare il suo pieno sostegno. In passato Bossi avrebbe potuto dire per esempio che Berlusconi non si tocca perché la Lega lo sostiene. Ora - dice - il governo non cadrà perché io e Tremonti lo sosteniamo. C’è una bella differenza.

 

Cosa si sta preparando nel centrosinistra con il riaccendersi dello scontro tra Veltroni e Bersani?

 

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