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SCENARIO/ Folli: le ultime inchieste "consegnano" il governo a Lega e Tremonti

Pubblicazione:lunedì 17 maggio 2010

Giulio Tremonti e Umberto Bossi (Imagoeconomica) Giulio Tremonti e Umberto Bossi (Imagoeconomica)

 

È l’eterna riproposizione di qualcosa di poco comprensibile all’opinione pubblica. Che nei giorni in cui l’Europa doveva salvare la Grecia e con la grande crisi dell’euro in atto il contributo del Partito democratico fosse un litigio, francamente mi sembra un messaggio politico tutt’altro che positivo. È l’ammissione chiara che l’opposizione in questo momento non sta giocando un ruolo nazionale. È solo la maggioranza a farlo.

 

Anche se è visibilmente in affanno?

 

Sì, perché assorbe ed esaurisce il dibattito politico solo quello che accade nella maggioranza: è la maggioranza che esprime la linea del governo, è la stessa maggioranza ad esprimere una sensibilità diversa che è quella della Lega, è ancora la maggioranza a comprendere al proprio interno quasi una forma di opposizione, che è quella di Fini. Tutto avviene all’interno della maggioranza. Rispetto a questo dibattito l’opposizione è sostanzialmente assente, se non per i suoi litigi con protagonisti che sono gli stessi di sempre e che dicono sempre le stesse cose. È qualcosa su cui bisogna riflettere.

 

Quali sono le prospettive politiche di Casini e del nuovo progetto del «Partito della Nazione»?

 

Va detto onestamente che un «partito della nazione» con il 5 per cento dei voti non si giustifica molto. Per essere serio un vero partito della nazione dovrebbe avere, per dirla con Veltroni, una vocazione maggioritaria. Casini sarà davvero capace di andare oltre i confini dell’Udc e di costruire un’aggregazione molto ampia? Al momento c’è da essere scettici. Occorre vedere quali carte Casini ha da giocare, e quale sarà lo scenario politico di qui a qualche mese. L’intenzione può essere buona, ma i margini mi sembrano molto stretti.

 

Un governo tecnico o il voto appartengono secondo lei ad uno scenario possibile?

 

Ad un governo tecnico non credo. La questione morale e la manovra economica sono due argomenti che allontanato il voto anticipato, se consideriamo che una maggioranza esiste e governa; non lo escludono, però. Ma non a breve scadenza.

 

 



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