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SCENARIO/ Folli: le ultime inchieste "consegnano" il governo a Lega e Tremonti

Quanto pesano le indagini sugli appalti e l’elenco di Diego Anemone sul futuro della maggioranza di governo e dello stesso Berlusconi? Ilsussidiario.net ne ha parlato con STEFANO FOLLI, editorialista del Sole 24 Ore

Giulio Tremonti e Umberto Bossi (Imagoeconomica) Giulio Tremonti e Umberto Bossi (Imagoeconomica)

 

Le indagini sugli appalti condotte dalle procure di Firenze e Perugia preoccupano non poco la maggioranza, il governo e lo stesso Berlusconi. Al doppio filone di inchieste si è aggiunto l’elenco dell’imprenditore Diego Anemone, con centinaia di nomi eccellenti che avrebbero ricevuto dal costruttore favori in cambio di favori. Col risultato che la politica è precipitata nel cono d’ombra di un’incertezza crescente.

«Chi ha sbagliato dovrà pagare» ha fatto sapere il premier, che ha adottato la linea dura. Che si tratti di «accerchiamento ad orologeria» o di escalation giudiziaria, è certo che l’indagine ha provato purtroppo l’esistenza nel Pdl di comportamenti poco limpidi che non vanno proprio bene al premier, molto preoccupato del contraccolpo, in termini di popolarità, che può avere una nuova «questione morale». Ilsussidiario.net ha parlato di questo delicato momento della vita polisca nazionale con Stefano Folli, editorialista del Sole 24 Ore.

 

Folli, quanto è pericoloso per il governo quello che sta accadendo nella cronaca giudiziaria degli ultimi giorni?

 

Per il governo non so dire quanto sia pericoloso, ma per Berlusconi lo è senz’altro perché disturba molto la sua immagine. Non riguarda solo lui - il che farebbe rientrare tutto nel quadro della persecuzione, vera o presunta, da parte dei magistrati - ma è qualcosa che attiene più al governo, alla rete allargata di conoscenze, rapporti e collaborazioni che la politica presuppone. E questo è fastidioso per Berlusconi, perché disturba la sua immagine volitiva di presidente del Consiglio in un momento di particolare difficoltà economica e finanziaria.

 

Come le pare che stia reagendo Berlusconi?

 

È preso in una contraddizione di fondo. Da un lato è costretto a occuparsi di queste vicende per cercare di recuperare terreno dal punto di vista dell’immagine. Dall’altro, tutto quello che attiene all’attività di governo sembra quasi sfuggirgli, e venire gestita da altri, Tremonti in primo luogo.

 

La «linea dura» di Berlusconi dentro il Pdl è un ripiego o un’opportunità?

 

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