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Politica

SCENARIO/ Il federalismo della Lega? Troppo solidale, scontenterà il Nord…

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L’operazione mediatica di dileggio pervicace del Risorgimento compiuta dalla Lega, non essendo un processo di revisione critica rispettabile, fa a pugni con il federalismo.
Tutti gli stati federali dedicano molta attenzione a quei fattori che fanno da collante e che assicurano l’unità nell’autonomia. Pensiamo alla rivoluzione americana per gli Usa, alle lotte per le libertà dei cantoni svizzeri, o all’affermazione dell’identità tedesca nell’‘800 per la Germania. Si può essere largamente autonomi in periferia solo se tutti si riconoscono in un fattore comune. Quando una forza politica forte e ago del quadro politico, invece, mina sistematicamente questo collante, mostra comportamenti  poco razionali per un partito che si muove in ottica federale, ma razionali se mira alla secessione.

Passiamo a un altro nodo fondamentale, quello dei costi. Sarà una riforma a costo zero, capace di farci risparmiare o un investimento considerevole su un futuro lontano?

Analogamente a quanto dicevamo prima, se guardiamo alla legge l’aumento dei costi non ci sarà, anzi è lecito attendersi una diminuzione. Ragionando in termini di costi standard, alzando il livello di efficienza, allineando i meno virtuosi alle best practices dei più virtuosi si dovrà spendere meno. I dubbi però rimangono: possiamo giurare che sarà così? Perché il decentramento amministrativo compiuto da Bassanini alla fine degli anni Novanta, in qualche modo l’antipasto di tutto questo, non ci ha portato a risparmiare? Perché le funzioni affidate alla periferia non si sono accompagnate a uno snellimento dell’apparato centrale? Chi ci garantisce che non succederà di nuovo?

Non ci sono garanzie in questo senso?

Sono presenti nella legge delega e sono esplicitate. Il passaggio delle competenze, ad esempio, sarà legato al passaggio del personale. La legge però non dà garanzie e sui comportamenti non assicura risultati. Questo è evidente quando si parla di sanzioni nei confronti dei cattivi amministratori.

La riforma federale non offrirà maggiori strumenti in questo senso?


Nulla vieta di sanzionare i cattivi amministratori già adesso, senza dover aspettare il federalismo. Come vediamo però la politica premia il sindaco di Catania e lo promuove europarlamentare, la politica corre in aiuto di Palermo, di Roma... non sono buoni segnali.

Non sarà quindi una riforma a portare la classe politica verso la riscossa morale?


 


COMMENTI
19/05/2010 - Commento a Gilberto Muraro (Gianluigi Lonardi)

Può succedere che il federalismo fiscale cioè la standardizzazione dei costi, passi ma a mio avviso sarà senza efficacia perchè svuotato da limiti imposti dalla costituzione e da perequazioni varie. Sicuramente scontenterà il Nord che giustamente tornerà a chiedere la secessione e non so quanto il sud sarà contento. Quello che si otterrà Sarà comunque il massimo ottenibile con i voti che la Lega si ritrova. Non bisogna dimenticare che in parlamento l'unico partito federalista che c'è ha poco più del 9% dei dei voti e che adirittura nelle regioni del nord è abbondantemente sotto il 50 %