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Politica

SCENARIO/ Il federalismo della Lega? Troppo solidale, scontenterà il Nord…

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Assolutamente no. La riforma dovrà accompagnarsi a una forte tensione morale affinché la classe politica possa recuperare credibilità. Per ora, però, segnali di questo tipo non se ne sono visti.

Alla luce delle sue preoccupazioni che vanno al di là di quanto poi verrà messo nero su bianco, quali accortezze consiglia per condurre in porto una riforma così delicata?

Dobbiamo assolutamente evitare il pericolo subdolo del perfezionismo, evitando di perderci nel complicato calcolo dei costi standard. Troviamo dei riferimenti convincenti e stabili nel tempo.

Senza entrare troppo nella tecnicalità del problema può chiarire questo passaggio?

La mia proposta è quella di evitare la micro-divisione delle funzioni privilegiando un conto “all’ingrosso” basato sul fabbisogno standard di un aggregato di funzioni. Semplificando direi di lasciare spazio anche a una scelta discrezionale e politica, oltre che al freddo conteggio costi-benefici. Si decide quanto si può spendere ad esempio per la sanità in un certo territorio e si ripartisce per la popolazione ponderata per classi d’età. In sintesi, meno astrazione e più politica.

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COMMENTI
19/05/2010 - Commento a Gilberto Muraro (Gianluigi Lonardi)

Può succedere che il federalismo fiscale cioè la standardizzazione dei costi, passi ma a mio avviso sarà senza efficacia perchè svuotato da limiti imposti dalla costituzione e da perequazioni varie. Sicuramente scontenterà il Nord che giustamente tornerà a chiedere la secessione e non so quanto il sud sarà contento. Quello che si otterrà Sarà comunque il massimo ottenibile con i voti che la Lega si ritrova. Non bisogna dimenticare che in parlamento l'unico partito federalista che c'è ha poco più del 9% dei dei voti e che adirittura nelle regioni del nord è abbondantemente sotto il 50 %