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Politica

SCENARIO/ Buttiglione: un governo con Berlusconi, Lega e Pd per riforme impopolari

L’Udc apre oggi a Todi i lavori per la costruzione di un nuovo “Partito della Nazione” dai contorni ancora tutti da definire. Sul tavolo della politica italiana resta intanto ancora viva la proposta di un governo di unità nazionale lanciata da Casini. L'intervista a ROCCO BUTTIGLIONE

rocco_buttiglione_R375.jpg(Foto)

L’Udc apre oggi a Todi i lavori per la costruzione di un nuovo soggetto politico. Obiettivo dichiarato un “Partito della Nazione” dai contorni ancora tutti da definire. Per avere successo e andare oltre un’inutile restyling i centristi dovranno infatti aggregare tutte le forze disponibili al progetto, cercando parallelamente di allargare il consenso, dopo l’esperienza non entusiasmante delle alleanze variabili alle elezioni regionali.
Intanto, sul tavolo della politica italiana resta viva la proposta di un governo di unità nazionale lanciata da Casini. «Berlusconi dovrebbe pensarci seriamente - dice Rocco Buttiglione a IlSussidiario.net -. In ogni caso da qui a tre anni lo scenario cambierà».
 
Il vostro ipotetico riavvicinamento al Pdl ha destato preoccupazioni nella Lega. Le smentite di questi giorni ci dicono che l’ipotesi è definitivamente tramontata?


Non ci sono possibilità di questo tipo. I rapporti umani sono buoni con tutti al di là delle divisioni politiche, ma gli elettori hanno messo Berlusconi al governo e noi all’opposizione. È bene che le cose rimangano così. Sono altri i temi all’ordine del giorno.

Quali?

Certamente la gravissima crisi che stiamo attraversando. Senza sminuire ciò che è stato fatto, le contromisure del governo Berlusconi sono state nettamente e inevitabilmente insufficienti. Il Paese ha bisogno di medicine amare e nessuno è in grado di somministrarle da solo. Per questo rinnovo l’appello a Berlusconi: se è in grado di dare al Paese la politica che serve lo faccia, altrimenti chieda l’aiuto di tutti quelli che hanno senso di responsabilità.

Chi garantisce che un “governissimo” saprebbe rispondere meglio a queste sfide rispetto all’attuale esecutivo?

Un governo di larghe intese che accolga tutti quelli che vogliono dare una mano e che escluda solo chi si autoesclude è la strada maestra. Se si ha il coraggio di uscire dagli schemi e dai ricatti della politica politicante è possibile trovare in breve tempo un accordo su un programma condiviso, evitando quegli immobilismi a cui lei fa riferimento. Al di là delle apparenze, tutti sanno cosa occorre fare.

Ad esempio?


 


COMMENTI
20/05/2010 - LA BARZELLETTA DEBENEDETTIANA (celestino ferraro)

«Carlo De Benedetti è sceso in campo. Si prepara a fare politica in prima persona, come fece nel '94 il suo avversario storico, Silvio Berlusconi. Oggi come allora, l'Italia è nel caos, la tempesta giudiziaria infuria, i partiti si stanno frantumando. De Benedetti vede il vuoto ed è tentato dal riempirlo. Con l'intervista a Paolo Guzzanti è uscito dalla politica invisibile ed è entrato nella politica dichiarata, esternata, quasi gridata». (Dagospia) Siamo fottuti! Un alto sacerdote del Sinedrio è pronto a scendere in campo, assumerà le funzioni di Sommo Sacerdote, PRIMUS SUPER PARES, per regolare una vecchia contesa che si trascina da vent'anni. I ventenni sono perniciosi per la vita del nostro Paese. Dal 1918 al 1938, il ventennio maturò due tragedie incommensurabili: la 2° guerra mondiale e il fascismo. Dal 1944 al 1994, cinquant'anni di euforica democrazia ricettacolo di tutte le porcherie che hanno inquinato la vita del nostro Paese. Dal 1993 al 2010, quasi vent'anni di baraonda politica dove vecchi, e più vecchi, hanno saldamente occupato la democrazia. Una senescenza baldanzosa alla conquista del futuro. Oggi siamo al redde rationem, un altro senescente (14 novembre 1934) si affaccia alla ribalta e vorrebbe sostituirsi al Padreterno per consentire a questo popolo sventurato il sicuro accesso al Paradiso: post mortem. E' tutta una barzelletta, manca il Bramieri che le sapeva raccontare con arguti ammiccamenti. Celestino Ferraro