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IL CASO/ 1. Il federalismo della Lega premia il Sud e fa contento Di Pietro

Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri il decreto legislativo sul federalismo demaniale. LUCA ANTONINI ci spiega la portata di questa riforma

Il federalismo della Lega piace anche a Di Pietro (Foto: Ansa) Il federalismo della Lega piace anche a Di Pietro (Foto: Ansa)

Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri il decreto legislativo sul federalismo demaniale, che rappresenta il primo passo verso quello fiscale. Il lavoro bipartisan sul decreto (dimostrato anche dalla conferenza stampa congiunta tra Calderoli e Di Pietro tenutasi mercoledì), che non ha stravolto il testo iniziale, ma lo ha solo perfezionato in alcuni punti, dimostra che il federalismo demaniale è una di quelle tanto auspicate riforme condivise dalle forze politiche di cui si avverte un estremo bisogno per il bene comune del nostro Paese.

 

Ma di che cosa si tratta concretamente? Per illustrarlo basta un esempio. C’è, credo, in ognuno di noi l’esperienza personale di avere visto immobili dello Stato abbandonati o sottoutilizzati: può essere stata una villa storica, una caserma, una spiaggia. E di avere provato un senso di sgomento nel constatare che quello che avrebbe dovuto essere un bene di tutti in realtà era diventato di nessuno. Il nuovo decreto permetterà di voltare pagina.Si tratta infatti di un federalismo di “valorizzazione” nel quale i beni vengono restituiti ai territori: ai Comuni alla cui storia sono legati, alle Province e alle Regioni che possono meglio valorizzarli.

Un processo che non penalizzerà le regioni del centro-sud, favorendo quelle delle Nord, come qualcuno sostiene. Basti infatti pensare, per esempio, che oggi le spiagge sono di proprietà dello Stato, ma la competenza in materia legislativa è delle Regioni. Gli stabilimenti balneari (come documentato dall’ultima puntata di Report) attualmente pagano allo Stato canoni di concessioni irrisori rispetto agli introiti che riescono a realizzare, approfittando di un apparato centrale che incontra difficoltà a effettuare tutti i controlli del caso sul territorio.

Con il federalismo demaniale, con la riunificazione in capo alle Regioni della potestà legislativa, della proprietà e del potere di controllo, si potranno evitare questi abusi, contribuendo alla valorizzazione di un bene pubblico, che come tale appartiene a tutti. Dato che stiamo parlando di spiagge, è evidente a tutti che le regioni del centro-sud potranno trarre vantaggio da questa riforma. Giova anche ricordare che le spiagge italiane, pur passando alle Regioni, resteranno in regime demaniale: non potranno quindi essere vendute, né su di esse potranno essere costituiti dei diritti reali, come quello di superficie.

Il federalismo demaniale non peserà nemmeno sul bilancio dello Stato. Una stima di valorizzazione compiuta da agenzie esterne dice infatti che il patrimonio pubblico iscritto in bilancio per circa 50 miliardi di euro, ne varrebbe in realtà almeno 200. Tanto per fare un altro esempio, una caserma dismessa che passa in capo a un Comune, attraverso una variante urbanistica, può accrescere notevolmente il suo valore.

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