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IL CASO/ 2. Più potere alle Regioni o i falsi invalidi faranno esplodere le casse dello Stato

Pubblicazione:venerdì 21 maggio 2010

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

 

L’accesso a queste misure è stato infatti negli ultimi anni governato dalle Regioni (le domande andavano infatti avanzate passando dalle Asl territoriali), ma il pagamento è rimasto in capo all’Inps, a cui sono stati demandati solo i controlli. Si è dunque creato un sistema di accertamento, verifica e controllo a più livelli, senza però che fossero inseriti principi di reale responsabilizzazione per le Regioni. Il risultato è quello che abbiamo descritto.

 

Come uscire allora da questo cul de sac? Nel breve la risposta dello Stato non può che essere (come in effetti è) quella da un lato di rimettere al centro l’Inps, oggi nuovamente coinvolto anche nella fase di accertamento dei requisiti, e dall’altro quella (assai ragionevole) di cominciare a limitare l’accesso alle indennità di accompagnamento su base reddituale.

 

Per il futuro, grazie all’avvento del federalismo fiscale, la soluzione più efficiente potrebbe essere invece diversa: trasferire integralmente alle Regioni l’intero procedimento, compreso il pagamento. Introducendo però, similmente a quanto si sta discutendo anche per la sanità, elementi di verifica e contenimento della spesa in base a parametri nazionali: non potrà ad esempio essere tollerabile un’eccessiva differenza nella distribuzione degli assegni in rapporto alla popolazione residente.

 

Spostando la misura alle Regioni, costituzionalmente titolari in via esclusiva delle competenze in tema di assistenza, si potrà per altro provare a sanare il vero limite degli assegni di invalidità: quello di essere pensati come misura standard, il cui valore monetario è identico (rispettivamente 257 euro e 480 euro mensili) in tutti i territori, indipendentemente dal costo della vita. Se è giusto limitarne l’accesso solo sotto certi livelli di reddito, ancora più giusto è provare a immaginare una misura mobile, differenziata tra le fasce di reddito e soprattutto commisurata al reale costo della vita presente nei differenti territori.

 

 



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