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SCENARIO/ Fioroni (Pd): inseguiamo un "Berlusconi di sinistra", ma dimentichiamo lavoratori e insegnanti

Fioroni_R375.jpg (Foto)



Mi sono stufato del fatto che si apprezzino più i sepolcri imbiancati di chi ha il coraggio delle proprie idee. Spero, a questo punto, che “Pd unitario” non significhi “Pd unanime”, del pensiero unico, un partito in cui chi la pensa diversamente è considerato un nemico.
Qualcuno mi considera “quello che sta sull’uscio” o per citare la Bindi “quello che minaccia di rimanere”. Devo ammettere che quando si avverte questa insofferenza e questa supponenza viene il sospetto che sulla paura che me ne vada in qualcuno prevalga la speranza che questo accada davvero.
 
I cattolici, i Popolari, provano ancora nel Pd quel disagio che aveva portato ad alcune recenti uscite eccellenti?

Sì, ma abbiamo la modestia e la presunzione di portare una visione diversa della politica.
Io difficilmente getto la spugna, sono ostinato e voglio cambiare il Paese cambiando il Pd. È una battaglia nel partito.

Perché ha invitato il segretario a “razzolare bene”?


Perché aspetto risposte serie, la mia posizione è chiara, non pongo un problema organizzativo. Bersani dice di aver sempre razzolato bene. Invidio quelli che pensano di aver sempre fatto la cosa giusta…

Come guarda ai lavori di Todi, al progetto di Casini di un soggetto più ampio al centro?


Penso che sia un’intuizione estremamente utile che possa fungere da alleato solido per il Pd e che favorisca il bene comune e l’Italia del domani.

Non è tentato di entrare a farvi parte?

Come si dice: “la tentazione è l’anticamera del peccato”… in politica però vale anche il detto “mai dire mai”. Non sono il mago Otelma e non faccio previsioni, alcune cose sono nelle nostre mani, altre no.

Da ultimo, alcune domande all’ex ministro della Pubblica Istruzione. Innanzitutto un commento all’espressione usata da Bersani nei confronti della Gelmini...